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Elezioni Regionali: De Magistris e Tansi firmano l’accordo dei “due presidenti”

Il primo cittadino di Napoli sarà il candidato alla presidenza della Giunta, il secondo - qualora vincessero la competizione - presiederà Palazzo Campanella Scritto da:

Dopo settimane di confronto, riflessioni, momenti di pausa, forse anche di qualche comprensibile diffidenza, l’accordo per le prossime elezioni regionali in Calabria tra i movimenti che fanno capo al geologo calabrese, Carlo Tansi, ed al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è stato trovato. Sono stati essi stessi a comunicarlo ufficialmente nel corso di una conferenza stampa. La cornice è quella, ormai ampiamente sperimentata e della quale il Movimento Cinquestelle è stata suprema sintesi, di soggetti politici che si smarcano dai partiti e dai perimetri classici della politica tradizionale, centrosinistra e centrodestra. Anche se poi è evidente che l’elettorato che ha premiato De Magistris a Napoli sia nel 2011 che nel 2016, sia quello che ha tributato un lusinghiero 6,3% a Carlo Tansi nelle regionali di un anno fa abbia avuto nei delusi di sinistra il suo primo propellente, tanto che è proprio ai pentastellati che è stato fatto l’unico, palese accenno per una possibile alleanza. Ma essendo materia sempre meno solida e sempre più liquida, la politica apre a soluzioni un tempo impensabili, sicchè sia Democrazia e autonomia, il movimento di De Magistris, sia Tesoro Calabria, la creatura di Tansi, stringono un patto che punta alla conquista sia della Cittadella regionale che di Palazzo Campanella. Con un accordo preventivo e chiaro: De Magistris correrà per fare il presidente della giunta e, nel caso vinca, Tansi siederà sullo scranno più alto del Consiglio regionale.

Fatto l’accordo, resterebbe da fare il programma per il quale, annunciano Tansi e De Magistris, sono al lavoro i tecnici di entrambi i movimenti e per la cui redazione esiste l’apertura agli uomini di buona volontà che hanno voglia di impegnarsi civilmente. Un tempo i programmi erano la base, la prima cosa, ma visto quello che è accaduto negli ultimi vent’anni e quello che sta accadendo in queste ore a Roma dopo l’affidamento a Draghi dell’incarico di formare il Governo, non ci si può certo scandalizzare. De Magistris fa appello alla base, ai territori, ai sindaci, a chi non vota liberamente o non vota proprio. Per togliere loro, dice, l’ultimo alibi e per drenare una quota di consenso che politicamente è ormai decisiva a qualunque livello.

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