giovedì, 25 luglio 2024

Elezioni regionali, ecco il codice etico della coalizione che candida Amalia Bruni alla presidenza

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No alle candidature di coloro nei cui confronti “sia stato emesso decreto di rinvio a giudizio o misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione”, o ancora nei cui confronti sia stata emessa “sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento, per un reato di mafia, di criminalità organizzata” o per reati di particolare gravità. No alle candidature “espressione di trasformismo o di familismo sostitutivo di persone non candidabili”. E ancora no alle candidature di chi “abbia svolto due mandati elettivi completi come consigliere e assessore”. Sono i punti salienti del codice etico della coalizione che candida Amalia Bruni alla presidenza della Giunta regionale della Calabria.

Un codice che blocca anche le candidature di persone condannate per corruzione o concussione, sfruttamento della prostituzione, omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro; o di persone nei confronti delle quali “sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa”.

Alle candidate e ai candidati della coalizione viene inoltre chiesto di “non appartenere ad associazioni occulte non regolamentate dalle leggi dello Stato che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni”.