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Elezioni Regionali: il Partito Democratico apre, il Movimento 5 Stelle lo respinge (VIDEO)

Mentre a Roma si tenta affannosamente di trovare un accordo entro domani per non far morire la legislatura dopo meno di un anno e mezzo e non andare ad elezioni che vedrebbero la Lega e Salvini in pole position, in Calabria sembrerebbe non esservi alcuna possibilità che si realizzi un asse fra M5S e Pd. A livello nazionale, veti e tatticismi esasperati stanno cucinando a fuoco lento le istituzioni, ma una maggioranza giallorossa rappresenta l’opzione più probabile per il proseguimento della legislatura, mentre nella nostra regione il discorso è abortito sul nascere.

Non poteva essere che un renziano, il senatore ed ex segretario regionale, Ernesto Magorno, a formulare la proposta, usando una formula ed un lessico del tutto simili a quelli coi quali l’ex premier ha aperto la strada alla trattativa in corso, in urto col proprio segretario nazionale: Magorno ha chiesto un’alleanza nel segno della discontinuità con la passata esperienza di governo, ponendo come primo obiettivo l’individuazione di un candidato alla presidenza slegato da vecchie logiche, e quindi credibile. Cioè, nessuna chance per Mario Oliverio, qualunque mossa egli faccia ed a qualunque costo, ovvero mettendo in conto anche l’emorragia di una scissione possibile se il sangiovannese decidesse di comporre una propria lista. Nonostante le indicazioni del vertice di centrosinistra convocato pochi giorni fa, a Feroleto Antico, dal segretario socialista, Incarnato, nel quale è stata ribadita la convergenza su un Oliverio-bis, Magorno ha capito che senza il M5S la sinistra calabrese andrebbe incontro ad una sicura sconfitta e parla di unica via possibile per evitare una vittoria del centrodestra che egli dà per scontata anche al di là della querelle sul nome, o meno, di Mario Occhiuto, che intanto continua a comportarsi da candidato in pectore, proseguendo la sua personalissima campagna elettorale.

Ma la proposta di Magorno e la possibilità di aprire perlomeno un confronto è stata subito stroncata dall’europarlamentare del M5S, Laura Ferrara, la quale ha risposto che la fase di riorganizzazione in Calabria prevede un’apertura unicamente verso liste civiche pure, cioè non nate come civette dei partiti tradizionali, e tanto meno con operazioni tese solo a nascondere simboli che temono l’impopolarità. “Non c’è alcuna possibilità – dice la Ferrara – che per le regionali calabresi M5S e Pd possano far parte della medesima coalizione. Nessuna alleanza coi partiti se non la possibilità di realizzare, sempre sotto forma di contratto a tempo, i 10 punti indicati da Di Maio per il bene dei cittadini e del Paese”.

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