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Elezioni regionali, il Partito Democratico tiene in sospeso Mario Oliverio (VIDEO)

Il Pd tiene in sospeso Oliverio. Non chiude definitivamente alla ricandidatura del presidente uscente, ma non gli assicura alcunchè, e l’impressione è che lo tenga in riserva solo perché finora un candidato certo per le elezioni regionali d’autunno, o d’inverno, ancora non c’è. Dopo l’incontro saltato, ufficialmente per motivi di salute addotti da Oliverio, l’incontro tra il presidente calabrese ed il segretario nazionale, Nicola Zingaretti, si è tenuto discretamente, nella seconda metà della scorsa settimana: Oliverio chiedeva garanzie, il suo collega della Regione Lazio gli ha chiaramente detto di non potergliene dare, aggiungendo di dovere prima valutare eventuali altre candidature. Del resto, sarebbe stato sorprendente se si fosse andati nella direzione di un reincarico senza dubbi e condizioni: esattamente una settimana fa, Oliverio è stato rinviato a giudizio con le accuse di abuso d’ufficio e corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Lande desolate” della Procura di Catanzaro, in cui sono coinvolti anche altri due grossi calibri del Pd calabrese, la deputata Enza Bruno Bossio ed il marito, Nicola Adamo, a sua volta ex deputato, ex vice presidente della Regione ed ex segretario regionale del partito. È di pochi giorni fa la notizia di un sondaggio, che doveva restare segreto, o forse no, commissionato alla Swg, secondo il quale popolarità e gradimento di Oliverio sono ai minimi storici. E questo, senza contare l’avversione della corrente che fa capo al vice segretario nazionale, Andrea Orlando, per il quale il nome di Oliverio non è riproponibile e che proprio in Calabria aveva parlato della necessità di individuare una candidatura di unità e di rinnovamento, e l’editoriale di mercoledì scorso del direttore del Fatto, Marco Travaglio, che raffrontava le reazioni del Pd rispetto alle inchieste di alcuni suoi esponenti di spicco, dalla gogna per Ignazio Marino all’induzione, sia pure tardiva, alle dimissioni della presidente dell’Umbria, Katiuscia Marini, dalla difesa a spada tratta del sindaco di Milano, Beppe Sala, condannato per falso, al silenzio osservato nella vicenda che riguarda il presidente calabrese. E nell’assemblea nazionale dell’altro ieri, non è emersa la questione della contrarietà ad un Oliverio-bis com’è invece accaduto per il presidente della Puglia, Emiliano, che ormai è fuori dai giochi. Proprio dal palco romano, Zingaretti aveva teso la mano agli apparati delle regioni in cui si voterà nei prossimi mesi, ovvero Emilia Romagna, Puglia e Calabria. Ma nella nostra regione, in questo momento il Pd è in modalità guerra tra bande, e dunque o si prende una decisione a livello centrale, o si andrà alle primarie, dove il presidente uscente potrebbe di nuovo far valere il suo non trascurabile peso specifico interno al partito. Ecco perché alla fine dal Nazareno non potranno continuare a far finta di niente ancora a lungo: mentre Oliverio prosegue la sua personalissima campagna elettorale, presentando una Calabria che a suo giudizio ha cambiato verso sebbene la percezione comune sia di tutt’altro tenore, in Calabria la fronda si fa ogni giorno più incalzante: i suoi principali oppositori, i consiglieri regionali Guccione e Bevacqua, espressioni delle correnti Orlando e Franceschini, chiedono una decisione in tempi strettissimi, temendo proprio le possibili primarie. E lo stesso Oliverio freme, perché lui alle elezioni alla fine si ripresenterebbe comunque, anche con una sua lista. E questo, per le già fragili speranze di vittoria del Pd, sarebbe un colpo durissimo.

F.S.

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