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Elezioni Regionali in Umbria, le reazioni di PD e M5S calabresi: alleanza impossibile

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«Una sconfitta schiacciante da cui è impossibile non trarre una valutazione politica generale: l’alleanza locale fra Pd e 5S è stata solo un’operazione di vertice, spoglia di un’accurata valutazione sui contenuti, di un cemento vero sul senso politico dell’accordo»: lo ha dichiarato la deputata calabrese del Partito Democratico Enza Bruno Bossio, in merito alla sconfitta elettorale delle Regionali umbre che hanno visto trionfare – è il caso di dirlo – la candidata del centrodestra Donatella Tesei, e ha segnato una sconfitta per le due forze di Governo. «L’Umbria – continua la Bruno Bossio – insegna cosa non fare: non sommare algebricamente forze politiche che oggi sono al governo nazionale insieme ma che sui territori hanno storie, identità che non possono essere azzerate senza tenere conto degli elettori e delle persone che quell’accordo dovrebbero interpretare». Dunque, quello che emerge è che un’alleanza anche in Calabria, in vista delle elezioni Regionali, tra PD e M5S non sarebbe possibile per le evidenti divergenze delle due formazioni politiche.

Dello stesso avviso la senatrice calabrese del Movimento 5 Stelle, Bianca Laura Granato, che ha commentato così la tornata elettorale umbra: «Dopo questa disfatta inequivocabile, spero abbiamo acquisito sufficienti elementi per stabilire quale debba essere la posizione del Movimento 5 Stelle in Calabria. Non soli, ma fedeli ai nostri temi e agli impegni della campagna elettorale 2018, con coalizioni di liste civiche pure. Facciamo spazio al civismo che aggrega, sempre tenuto ai margini dalla politica regionale, di cui abbiamo tanti fulgidi esempi di impegno disinteressato in tante persone che nel corso degli anni hanno collaborato con noi, prestando la loro competenza e la loro voglia di fare per la comunità alla costruzione di un percorso comune».

Sulla debacle in Umbria sono intervenuti in una nota anche il commissario calabrese del Pd, Stefano Graziano, e Nicola Oddati, membro della segreteria nazionale dem con delega al Mezzogiorno, che hanno fatto una precisa richiesta a Mario Oliverio – quella di indire la data delle elezioni in Calabria: «Sapevamo che in Umbria ci attendeva una sfida difficile, una prova per il patto civico e per replicare sul territorio l’alleanza di governo. Il risultato non è stato positivo, ma il percorso di rinnovamento e di cambiamento avviato in Calabria resta l’unica opzione percorribile. Non si torna indietro, anzi. Il lavoro va intensificato. Il risultato elettorale è stato condizionato dalle dinamiche locali, una reazione alla classe dirigente regionale. Il primo punto fermo di questa nuova fase deve essere la scelta della data in cui tenere le elezioni regionali. Chiediamo al governatore Oliverio di indire la consultazione per il prossimo 26 gennaio».

Intanto, sul versante opposto – quello di Forza Italia – sembrerebbe sfumata l’ipotesi Sergio Abramo, anche perchè l’asse interno più forte nel partito calabrese è quello Santelli-Occhiuto-Caligiuri e si continuerebbe a spingere sulla candidatura dell’attuale primo cittadino di Cosenza. E se spuntasse, in alternativa, il nominativo di Roberto Occhiuto – fratello di Mario e attuale vicecapogruppo alla Camera per il partito di Berlusconi – quale candidato azzurro alla Cittadella Regionale? Sembrerebbe, anche questa, un’ipotesi. Il tutto ancora non troverebbe riscontro, ma potrebbe essere un’alternativa. La Lega si gode la vittoria schiacciante in Umbria, ma è al lavoro per proporre il suo candidato alle Regionali calabresi, visto che – come più volta affermato – non intende sposare la candidatura a presidente di Mario Occhiuto.

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