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Elezioni regionali, l’impegno dei quattro candidati alla presidenza nel confronto con Cgil-Cisl e Uil

Scritto da: REDAZIONE

Sanità, lavoro, infrastrutture, stabilizzazione dei precari,messa in sicurezza del territorio. Tutte le grandi emergenze della Calabria sono state al centro del confronto che ha messo di fronte i sindacati della triplice e i quattro candidati alla carica di presidente della Giunta regionale della Calabria. Amalia Bruni, Luigi de Magistris, Roberto Occhiuto e Mario Oliverio hanno risposto alle sollecitazioni dei segretari regionali Angelo Sposato (Cgil), Tonino Russo (Cisl) e Santo Biondo (Uil). In realtà i sindacati avevano già messo nero su bianco le loro proposte, le loro istanze, in un documento divulgato qualche mese fa.

Il confronto si è svolto in un clima sereno, con pochissimi affondi. Il più diretto è stato De Magistris, quando a proposito del commissariamento in sanità ha affermato che “adesso sembra che i miei avversari raccontano la favole, ma il commissariamento della sanità è stato voluto dai partiti che sostengono Occhiuto e Bruni”. E poi sull’acqua pubblica: “Quando vinceremo la Calabria sarà la prima regione che avrà un piano per l’acqua pubblica. Niente più multinazionali ed Spa; qui si pagano tariffe più alte e manca l’acqua”. Oliverio ha sollevato “il rischio riguardo alle risorse del Pnrr destinate al sud. Il Mezzogiorno doveva essere centrale, le risorse dovevano andare per il 70% al sud, ma ora che sono arrivati i primi 35 miliardi la situazione si è rovesciata. Dobbiamo stare molto attenti”. Occhiuto ha puntato su legalità ed infrastrutture: “La ‘ndrangheta deve restare fuori dalla politica, ma non può essere un alibi per non fare niente. La Statale 106 dovrà essere a 4 corsie, non ci prendano in giro, se no non è quello che ci serve. Utilizzerò i miei rapporti nazionali per ottenere la giusta attenzione per questa infrastruttura che è strategica”. “Non è più tollerabile che la Calabria viaggi ad una velocità diversa rispetto al resto d’Italia – ha poi affermato Amalia Bruni – Bisogna creare start-up con le università per un’occupazione di qualità. Per quanto riguarda il welfare e il terzo settore va fatto un tavolo di concertazione che finora non c’è stato”.

 

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