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Elezioni Regionali: Mario Occhiuto spacca il centrodestra, la Lega mostra i muscoli

A due mesi, settimana più, settimana meno, dalle elezioni regionali in Calabria su entrambi i versanti prevalgono veti e spaccature. Se a sinistra il fattore divisivo è Oliverio, a destra è la candidatura, annunciata ieri di Forza Italia, di Mario Occhiuto a spaccare una coalizione che a livello amministrativo finora è filata come un treno, conquistando in un mese prima l’Abruzzo, poi la Sardegna ed infine la Basilicata, e che fino ad un paio di mesi fa era data come strafavorita nella corsa al piano più alto della Cittadella regionale. Occhiuto era in campagna elettorale da sei mesi, la sua candidatura era stata lanciata all’inizio di aprile a Lamezia Terme, ma in tutti questi mesi mai la Lega ha manifestato apertamente consonanza e fervore nei confronti della scelta di Forza Italia. E del resto fino a due giorni fa il nome di un altro sindaco, quello di Catanzaro, Sergio Abramo, aveva continuato ad essere speso come possibile ed alternativo. Il via libera del coordinamento nazionale di Forza Italia, cioè di Tajani, Bernini, Gelmini e Giacomoni, i quattro fedelissimi di Berlusconi, ha costretto la Lega non solo ad uscire allo scoperto, ma anche a motivare la decisione di non appoggiare la candidatura di Occhiuto. E la motivazione è pesante: “ci sono tante donne e uomini calabresi, senza problemi con la giustizia, che possono rappresentare meglio il futuro di questa terra”.

Meglio vuol dire meglio di Occhiuto, e senza problemi con la giustizia è il voluto riferimento alle tre inchieste a carico del sindaco di Cosenza: la singolare coincidenza è che mentre il Pd nega ad Oliverio la ricandidatura accennando alla necessità di rinnovamento ed all’urgenza di guardare avanti ed oltre, pur senza fare apertamente riferimento alle inchieste che riguardano il presidente uscente, la Lega fa pressapoco la stessa cosa, e motiva il no sollevando una questione di opportunità e mostrando i muscoli, come ha fatto il commissario Cristian Invernizzi, il quale ha ricordato che il partito di Salvini alle ultime elezioni, le europee, è stato il più votato del centrodestra in Calabria, e dunque non accetta imposizioni. Ieri sera c’è stata una tempesta di comunicati, repliche e controrepliche ed a questo punto, se non interverranno fatti nuovi, la situazione è la seguente: Occhiuto sarà il candidato presidente di una coalizione di centrodestra priva della Lega, che a sua volta dovrebbe correre da sola, non per tentare un miracolo in una regione nella quale non faceva mistero di non avere grandi pretese, ma più che altro per conquistare la più ampia rappresentanza possibile nel Consiglio regionale. Da valutare se la lacerazione avvenuta nella nostra regione possa avere ripercussioni anche sugli accordi che finora hanno tenuto insieme Berlusconi, Salvini e Meloni a livello locale: fra due settimane una prima indicazione verrà dall’esito del dal voto in Umbria.

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