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Elezioni Regionali: Mario Oliverio non si arrende, il centrodestra si compatta (VIDEO)

Mario Oliverio non si arrende, continua a condizionare la già difficile convivenza delle troppe anime del centrosinistra e lancia accuse pesanti nei confronti dei colleghi del Partito democratico contrari alla sua ricandidatura. E questo proprio mentre il centrodestra sembra ritrovare coesione, con Salvini che parla apertamente di scegliere i candidati per le regionali in Calabria, Emilia Romagna ed Umbria insieme a Forza Italia e Fratelli d’Italia.A pochi mesi dalle elezioni, in programma tra novembre e dicembre, la situazione delle due grandi coalizioni tradizionali è profondamente diversa: ingarbugliata e conflittuale quella della maggioranza uscente, più chiara ed ora connotata da minore ostilità quella del centrodestra, che però è stato riaggregato più dagli sviluppi della crisi di governo che da un reale progetto politico, giacché ora Salvini non può che guardare dalla parte di quegli alleati che, dopo il patto stretto col M5S, il trionfo alle europee e la crescita esponenziale registrata fino a venti giorni fa, aveva snobbato e messo all’angolo. Colpisce l’evoluzione della dialettica interna al centrosinistra: a pochi giorni di distanza, nello stesso albergo si sono riuniti prima coloro, fra amministratori locali e dirigenti, che appoggiano la ricandidatura di Oliverio, poi quelli che lo vedono come il fumo negli occhi. E ieri a Cirò Marina, di fronte ad una platea plaudente, Oliverio ha fatto volare gli stracci.

Prima, di fronte alle inchieste in cui è stato coinvolto, Oliverio ha parlato di tempistica sospetta e di accanimento, che è poi la stressa strategia che usava Berlusconi di fronte agli avvisi di garanzia che si accavallavano. Adesso, il linguaggio del presidente uscente è infarcito di termini ultimativi, affatto diplomatici: rivolto ai suoi avversari interni parla di modo ignobile, voci infamanti, calunnie, menzogne, fango, addirittura di filo diretto di alcuni personaggi, che poi sono esponenti del Pd, con le procure. E chiede, Oliverio, quali siano i problemi alla base della contrarietà alla sua ricandidatura, perché a suo giudizio non sono stati esplicitati. Ma in politica ci sono cose che non hanno bisogno di essere spiegate, specie quando la realtà è evidente ed inequivocabile. Oliverio gode ancora di una base non trascurabile, e ieri a Cirò Marina ne si è avuta l’ennesima riprova, ma nella sua clessidra la sabbia è quasi finita. Oddati, con Zingaretti alle spalle, ha parlato di discontinuità, scelte coraggiose, forte segnale di cambiamento: nessuna di queste espressioni può lasciare spazio ad una ricandidatura del sangiovannese nei confronti del quale, oltretutto, il nuovo segretario non ha usato toni perentori, esponendosi perfino alle critiche di chi lo invitava a liquidare un’esperienza di governo che i sondaggi indicavano in caduta libera. Per dire: rispetto all’Umbria ed al destino di Katiuscia Marini, sembrava che ci fosse un atteggiamento eccessivamente conciliante. Comprensibile che Oliverio non intenda mollare e chieda la conta alle primarie, ma la sua esperienza in politica dovrebbe suggerirgli di evitare di rivolgere una richiesta di chiarezza ai nemici che ormai è diventata grottesca.

Oltretutto il centrodestra, che unito ha già fatto l’en-plein nelle tre regioni in cui si è votato in questo 2019, ovvero Abruzzo, Sardegna e Basilicata,sembra aver spiegato decisamente le vele: Mario Occhiuto continua imperterrito il suo tour elettorale, anche se l’ufficialità sulla sua candidatura non è ancora quella dell’intera coalizione. Sta diventando, tuttavia, una sorta di fatto compiuto, anche perché all’inizio di agosto, proprio in Calabria, Salvini aveva ribadito che la Lega non aveva pretese circa il candidato alla presidenza, che ha più interesse a strappare in Emilia Romagna.

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