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Elezioni Regionali: Nesci (M5S) ed Oliverio (PD) non mollano

I giorni passano inesorabilmente, e si avvicina la resa dei conti in vista dell’espressione delle candidature alla presidenza della regione Calabria. Alla fine, i grossi calibri in corsa dovrebbero essere quattro, uno per ciascuna delle due grandi coalizioni a cui andranno aggiunti, quasi sicuramente, il, candidato del M5S ed il presidente uscente Oliverio. E sono proprio le ultime due incognite quelle che nelle ultime ore stanno attirando le principali attenzioni e le maggiori curiosità. Oggi, a Lamezia Terme, i sostenitori di Oliverio si ritrovano per fare quadrato e redigere il programma da porre alla base della lista prossima ventura di cui il sangiovannese sarà il leader, mentre mercoledì a Roma dovrebbero essere programmate le strategie dei Cinquestelle. Oliverio ed il Pd ormai sono nemici: il primo considera il suo partito un covo di nemici irriconoscenti, il secondo, dopo avere vanamente atteso un passo indietro che non è arrivato, ha rottamato il candidato di cinque anni fa nel nome del rinnovamento e temendo ripercussioni di tipo umbro a causa delle inchieste che lo riguardano. Dal Nazareno ormai si attende solo l’ufficialità circa il nome del candidato attorno al quale costruire una coalizione dal profilo civico: in corsa l’imprenditore Pippo Callipo, l’editore Florindo Rubbettino, le due ex poliziotti, Arturo De Felice e Giuseppe Gualtieri. Non si può escludere una sorpresa ma il commissario del Pd calabrese, Stefano Graziano, ritiene che la cosa più importante sia la definizione della coalizione ed accenna a quattro liste già pronte. Ma nel centrosinistra il tutti contro tutti è perenne, anche più che in altre zone del paese. Oggi Oliverio mostrerà i muscoli, cioè i numeri: tavoli tematici come alla Lepoloda, ma in sostanza si tratta di una conta per mandare al Pd un messaggio chiaro, e cioè che senza di lui il rischio di una debacle è altissimo.

Dopodomani, i parlamentari calabresi del M5S incontreranno Luigi Di Maio: bisogna stabilire una volta per tutte se correre in solitudine, ipotesi che al momento appare la più probabile, o cedere alla tentazione dell’accordo col Pd, malgrado il disastroso precedente di otto giorni fa. Dopo il quale Di Maio sembrava avere stoppato sul nascere ogni possibile replica, così com’era stato netto nel dire no alla candidatura della deputata Dalila Nesci, che continua a proporsi. Per ora prevale la regola che non consente agli eletti nelle file del Movimento di prendere parte ad un’altra competizione elettorale, ma la Nesci insiste, invoca un intervento di Beppe Grillo e porta ad esempio, come eccezione, il caso del vice ministro Giancarlo Cancelleri, ex consigliere regionale siciliano, che però ha un ruolo di governo da non eletto. Poi c’è anche chi ritiene che la cosa migliore sia non partecipare, come Nicola Morra, ma è un’idea che in pochi, tra i maggiorenti del movimento, condividono. Come coordinatore della campagna elettorale il favorito è il deputato Paolo Parentela.

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