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Emergenza rifiuti, il sindaco di Crotone dichiara guerra a Mario Oliverio

Alla fine, per l’emergenza rifiuti in Calabria la soluzione è sempre la stessa: mettere la polvere sotto il tappeto e prendere tempo, e così da un lato si scongiura l’interruzione del servizio, che poi è la vera paura di chi amministra, e dall’altro si passa la patata bollente a chi verrà. Ieri, il presidente della Regione, Oliverio, ha firmato un’altra ordinanza, come al solito connotata da urgenza e contingibilità, con la quale adotta, ed in sostanza impone, due provvedimenti: il primo è l’autorizzazione alla società Sovreco a continuare a smaltire, per i prossimi sette mesi, cioè fino alla fine di marzo 2020, nella discarica crotonese di Columbra gli scarti della lavorazione dei rifiuti provenienti dagli impianti di trattamento pubblici e privati di varie zone della Calabria. Il secondo dà il via libera alla prosecuzione dei lavori per innalzare la quarta buca nella discarica di Cassano allo Jonio, che sarebbe in grado di accogliere 30 mila metri cubi di rifiuti, sempre per sette mesi. La bozza è stata inviata ai presidenti dei cinque Ato calabresi, che devono rispondere alla proposta ed ai quali il dirigente del dipartimento lavori pubblici, Pallaria, ha chiesto condivisione. È scontato che quasi tutti accetteranno, ed è altrettanto scontato che mancherà la firma di un dissenziente: si tratta del sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, che il 5 agosto scorso aveva abbandonato per protesta la riunione svoltasi alla Regione in cui il proposito di ampliare la discarica di Columbra, elevando la sua capacità ricettiva da 400 mila a 500 metri cubi, era stata presentata come l’unica possibilità per scongiurare l’emergenza, specie dopo il parziale sequestro, risalente alla scorsa settimana, della discarica di Lamezia Terme che ha costretto allo stop anche alcuni impianti di trattamento. L’intento della Regione è palese: forzando la mano su Crotone, soprattutto, e Cassano allo Jonio la giunta Oliverio evita che le strade dei comuni calabresi vengano invase dalla spazzatura, mette la sordina ad un problema che è tra quelli che maggiormente inferociscono i cittadini, che ora però sono visti soprattutto come elettori. Tra novembre e gennaio i calabresi saranno chiamati ad eleggere il nuovo presidente ed il nuovo consiglio regionale: con l’ordinanza di ieri, la Regione si mette in franchigia, ed in sostanza costringe la giunta regionale che verrà ad affrontare subito un problema che la giunta Oliverio e l’attuale maggioranza dal 2014 ad oggi non sono riusciti a risolvere. Certo, nella bozza d’ordinanza Oliverio ha anche sollecitato gli ambiti territoriali a presentare entro tre mesi i piani locali e ad individuare gli impianti di trattamento e smaltimento. Quegli impianti previsti dal piano regionale dei rifiuti e mai realizzati, e per attuare i quali occorreranno, verosimilmente, altri anni. Malgrado non si arrenda all’evidenza, specie per non darla vinta ai suoi nemici interni, Oliverio ha ormai capito che il suo tempo alla Cittadella sta per terminare e che, se anche consumasse lo strappo col centrosinistra e concretizzasse una propria lista, non avrebbe chances di essere rieletto. Ma la soluzione, se così la si vuole definire, va ad incidere su un territorio che ha pagato un conto salatissimo in termini sociali, ambientali e sanitari, anche perché l’emergenza rifiuti di questi anni si è sommata all’eredità delle scelte disinvolte, specie in termini di smaltimento dei propri scarti, delle industrie chimica e metallurgica. Per i crotonesi, specie quelli della zona sud-est, fumi, polveri sottili ed odori irrespirabili continueranno ad essere la regola ancora per molto tempo.

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