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Estorsione ad un imprenditore di Lamezia, arrestati padre e figlio

Estorsione consumata e tentata, aggravate dal metodo mafioso, sono le accuse di cui devono rispondere Aurelio Maurizio Notarianni, 56 anni, e il figlio Luigi Notarianni, di 29 anni. Entrambi arrestati dalla Squadra Mobile di Catanzaro, sono in carcere il primo e ai domiciliari il secondo.

Il padre – spiega una nota della Polizia – è stato già condannato, nell’ambito del processo ‘Medusa’, per associazione mafiosa in quanto partecipe, quale elemento di vertice, della cosca di ‘ndrangheta “Giampà”, operante con un ruolo di supremazia criminale nel territorio lametino”.

Le indagini hanno fatto emergere che “gli indagati – prosegue la nota – con minacce esplicite, costringevano la vittima a realizzare una fittizia vendita di un appezzamento di terreno a destinazione agricola, con l’intento, effettivamente realizzato, di costruirvi un manufatto da destinare ad abitazione. In particolare sono state ricostruite le fasi e le dinamiche operative degli eventi delittuosi, articolati nel corso degli anni, in quanto Aurelio Maurizio Notarianni, già nel 2008, in data prossima all’acquisto del terreno da parte di un imprenditore lametino, si faceva consegnare, da quest’ultimo, diecimila euro a titolo estorsivo, al fine di consentirgli un tranquillo godimento del bene. Veniva accertato altresì che, lo scorso anno, padre e figlio si recavano in più occasioni presso l’esercizio commerciale dell’imprenditore, titolare del terreno, intimando a questi la necessità di intestare alla compagna di Luigi, parte dello stesso appezzamento di terreno, mediante una simulata compravendita, da formalizzare presso un notaio, con una fittizia corresponsione di denaro da parte dell’acquirente. In attesa della realizzazione dell’atto di compravendita, i Notarianni si erano realmente impossessati del terreno, iniziando la realizzazione sullo stesso di un immobile abusivo”.

Il provvedimento di arresto è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con il Sostituto procuratore Elio Romano e il coordinamento del Procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e del Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri.

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