martedì, 25 giugno 2024

“Farmabusiness”: confermata assoluzione ad ex presidente del Consiglio Tallini

Innocente anche per la Corte d'Appello di Catanzaro; l'accusa era di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso

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La Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato l’assoluzione, già disposta in primo grado, nei confronti dell’ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, di Forza Italia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso nel processo Farmabusiness, riguardante presunti illeciti nella vendita all’ingrosso di farmaci. Tallini è stato difeso dagli avvocati Enzo Ioppoli, Valerio Zimatore e Carlo Petitto. La vendita dei farmaci sarebbe stata organizzata, secondo l’accusa, da componenti della cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri di Cutro (Crotone), che avrebbero investito i proventi delle attività illecite del clan con l’aiuto di imprenditori, esponenti politici e funzionari pubblici.

I giudici hanno anche assolto dall’accusa di associazione mafiosa Santo Castagnino, condannato in primo grado a 10 anni e 8 mesi, difeso dagli avvocati Vincenzo Cicino e Salvatore Perri. Sconto di pena per Domenico Scozzafava, considerato il fulcro della truffa dei farmaci e il “trait d’union” tra la cosca Grande Aracri ed il mondo dell’imprenditoria e della politica. Per Scozzafava la condanna in primo grado a 16 anni di reclusione è stata ridotta a 11 anni e otto mesi. Diminuite le condanne anche per Giuseppina Mauro ed Elisabetta Grande Aracri, moglie e figlia del boss della ‘ndrangheta Nicolino Grande Aracri, che sono state condannate, rispettivamente, a 13 anni e otto mesi ed otto anni di reclusione. In primo grado le due donne erano state condannate a 14 anni ed a dieci anni e otto mesi. Nel processo era imputato anche il fratello di Grande Aracri, Domenico, avvocato, per il quale è stata confermata la condanna di primo grado a due anni e otto mesi.

Tallini: «Ha vinto la giustizia, pm riflettano su loro errori»

“La giustizia giusta, quella fatta di magistrati che sono realmente terzi, ha vinto. Non mi sento una vittima, non voglio parlare di persecuzione ma non posso non rilevare che ben 13 magistrati, ai vari livelli di giudizio, hanno sconfessato clamorosamente coloro che hanno sostenuto l’accusa contro di me, fondata sul nulla”. Lo sostiene in una nota Mimmo Tallini, l’ex presidente del Consiglio regionale della Calabria commentando la conferma in appello della sua assoluzione. “Non cerco rivincite – prosegue – non ho rancore verso chi ha voluto spezzare la mia vicenda politica ma spero solo che i magistrati riflettano sui loro errori, al pari di tutti coloro che svolgono una funzione pubblica nella società. Rimane il rammarico di non aver potuto dare continuità al lavoro politico avviato ad inizio di legislatura a favore dei calabresi, con ben quattro leggi ambientali da me proposte ed approvate dal Consiglio e una legge di integrazione tra i due principali ospedali catanzaresi (Pugliese-Ciaccio e Policlinico Universitario) costruita con grande equilibrio politico e tenendo conto soprattutto delle grandi professionalità che si sono formate attraverso il servizio dell’emergenza-urgenza”. “Un ringraziamento doveroso – conclude Tallini – a due grandi professionisti del foro di Catanzaro, gli avvocati Vincenzo Ioppoli e Carlo Petitto, che hanno creduto sempre nella mia innocenza”.