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Fase-2 ed emergenza Covid: la demonizzazione della Lega e l’attendismo della Santelli

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Se la presidente Santelli avesse ascoltato la Lega… È un po’ questo il senso di alcune riflessioni che serpeggiano negli ambienti Lega rispetto agli interventi preannunciati stasera dal governo nazionale e che saranno efficaci a partire dal prossimo 4 maggio.

Due, in particolare, i provvedimenti rispetto ai quali il Carroccio aveva chiesto alla presidente Santelli di anticipare al 26 aprile: la possibilità per le aziende di ristorazione di vendere cibo e pietanze d’asporto; il rientro, ovviamente con tutte le prescrizioni igienico-sanitarie del caso, dei tanti residenti fuori regione “prigionieri” di un blocco che ha creato grandi problemi soprattutto a coloro i quali hanno lavori precari e stagionali. La logica del governo nazionale è chiara e si appella sia al buon senso dei cittadini sia al funzionamento del sistema dei controlli: garantire sempre e comunque il distanziamento sociale, per evitare un ritorno di possibili focolai. Al contempo, non si può far morire l’economia e si deve ridare speranza a quelle migliaia di micro e piccole aziende che vivono di quotidianità, che navigano nell’insicurezza, che hanno già subito danni enormi.
Rispetto al mondo variegato della ristorazione (trattorie, pizzerie, paninoteche, pub, rosticcerie, ristoranti veri e propri…) la possibilità di vendere cibo d’asporto rappresenta una boccata d’ossigeno fondamentale in una condizione oggettiva di crisi profonda, di fermo totale. Il metodo della consegna a domicilio genera più difficoltà rispetto ai benefici che assicura: non tutti hanno mezzi adeguati e certificati per il trasporto o personale addetto. L’asporto, invece, con prenotazione telefonica o on-line, evitando ogni forma di assembramento o di non rispetto del distanziamento obbligatorio, è un modo intelligente per rimettere in moto la macchina economica di tantissimi piccoli imprenditori. La Lega aveva fatto presente alla presidente Santelli la necessità assoluta di pensare prima di tutto alle fasce economiche più deboli e precarie, più indifese ed esposte agli effetti di questa spaventosa crisi, più disorientate rispetto al futuro. Le istanze del Carroccio calabrese non sono state accolte, ed avrebbero consentito agli esercenti operanti a livello regionale di recuperare una buona settimana caratterizzata peraltro da un lungo ponte del Primo Maggio.
Passando al tema del rientro dei calabresi da fuori regione, l’amarezza della Lega rispetto alle mancate risposte avute dalla presidente Santelli è ancora più evidente. Sono centinaia e centinaia i calabresi che sono rimasti bloccati in Lombardia, in Emilia Romagna o in altre regioni del Centro-Nord pur avendo perso il lavoro e quindi non potendo contare su un reddito sicuro. Parliamo ancora di fasce deboli, di lavoratori non garantiti, di calabresi che hanno l’esigenza settimanale o mensile di vedersi corrisposta una paga, perché vivono in fitto, perché devono provvedere al loro mantenimento, perché non sono tanto benestanti da poter contare su periodi lunghi di autonomia. Il segretario regionale della Lega, Cristian Invernizzi, lo aveva detto con estrema chiarezza: interveniamo subito, aiutiamo queste persone, e facciamolo con controlli severi all’ingresso in Calabria e con quarantene obbligatorie. Invernizzi rispondeva alle tante sollecitazioni ricevute, dirette e indirette, di calabresi in difficoltà, molti dei quali addirittura disperati. Se la presidente Santelli avesse ascoltato il ragionamento di Invernizzi, a quest’ora la Calabria avrebbe risparmiato tanta sofferenza umana a corregionali che si sono sentiti traditi due volte: quando hanno lasciato il luogo natìo in cerca di lavoro, e quando sono stati di fatto abbandonati pur avendo inoltrato richiesta d’aiuto. Più volte la Lega aveva posto l’attenzione sulla necessità che la Calabria si abituasse a pensare con la propria testa e a programmare, senza dover necessariamente aspettare gli input del governo centrale.
La Lega non può considerarla una vittoria politica o morale, ma è evidente che questa esperienza debba servire per migliorare la futura azione e coinvolgimento nel governo della Regione.

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