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Fede, la Festa della Madonna di Capocolonna ai tempi del Coronavirus (VIDEO)

Niente cerimonie pubbliche, celebrazioni liturgiche limitate, la più importante domattina alle 10:30 con la Santa Messa al Santuario

Il flusso dei fedeli è ordinato, il corridoio delimitato dalle transenne in piazza Duomo è sufficiente ed all’interno della Basilica Cattedrale i comportamenti sono responsabili. Solo qualcuno, protendendo il braccio verso il Quadro della Madonna, com’è abitudine dopo la preghiera e prima del commiato, urta con la mano lo schermo di plexiglass ed il rumore rimbomba nel silenzio del tempio. Crotone non avrà la sua festa, e soprattutto, nel terzo fine settimana di maggio, non potrà incamminarsi nella notte per la parte più significativa, il cammino del popolo con Maria attraverso il buio verso la luce della domenica, come nella profezia dell’Esodo. Niente pellegrinaggio verso l’irto di Capo Colonna, come avveniva da circa 410 anni.

Il primo documento riferito alla processione del Quadro tra il Duomo e la piccola chiesetta sul promontorio risale infatti al 1607, anche se solo nel 1844 festa e pellegrinaggio furono per la prima volta disciplinati. In Calabria, la festa della Madonna di Capo Colonna è una delle celebrazioni più sentite dal popolo dei fedeli, una delle più partecipate, anche per ragioni mondane, ma è soprattutto una tradizione sacra ed antichissima dal grande significato teologico, il momento più alto e solenne dell’anno della vita pubblica, e spesso coincide anche col ritorno, il rientro dei figli emigrati che corrono ad abbracciare la Madre. Un bisogno collettivo che non ha conosciuto pause od interruzioni, neanche nel periodo bellico.

Laddove non erano riuscite armi e bombe, ha invece potuto l’emergenza epidemiologica di questi ultimi tre mesi: niente cerimonie pubbliche, celebrazioni liturgiche limitate, la più importante domattina alle 10:30, quando l’arcivescovo, monsignor Panzetta, celebrerà la Santa Messa nel piccolo Santuario di Capo Colonna. Lo scarno programma di quest’anno, l’arcidiocesi di Crotone e Santa Severina ha dovuto concordarlo col comitato provinciale per la sicurezza pubblica.

Un anno fa, nello stesso fine settimana, la città era vivace, anche caotica, presa dalla corsa alla tradizionale fiera ed alle altrettanto tradizionali giostre, ma soprattutto concentrata verso la notte culminante della sua devozione. Nella surreale atmosfera generata dalla pandemia e dai suoi figli legittimi, timori e psicosi che hanno modificato abitudini e vita, sembra quasi innaturale accennare ad una festa. Per chi crede, tuttavia, proprio questo è l’unico ancoraggio alla speranza di un rapido ritorno alla prossimità perduta, che è poi la base di ogni professione di fede.

Francesco Sibilla

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