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Fermato un 57enne per l’omicidio di Giuseppe, oggi la conferenza stampa

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Sull’omicidio di Giuseppe Parretta gli inquirenti hanno le idee chiare. È stata convocata per questa mattina in Questura a Crotone una conferenza stampa sul terribile omicidio avvenuto ieri pomeriggio nel centro storico di Crotone, dove il diciottenne incensurato è stato ucciso con almeno tre colpi di pistola a tamburo nella casa in cui viveva in via Ducarne. Dell’omicidio è accusato Salvatore Gerace, 57 anni, vicino di casa della famiglia di Giuseppe.

La tragedia si è consumata ieri pomeriggio attorno alle 16:40 al piano terra di palazzo Lucifero, antico e malridotto palazzo nobiliare del centro storico di Crotone. È qui che si trova la sede dell’associazione “Libere donne”, fondata qualche anno fa da Caterina Villirillo, la madre del giovane ucciso, per combattere la violenza sulle donne e sostenere la parità di genere. Ed è qui che la donna vive assieme ai suoi tre figli. Nello stesso stabile c’è la casa di Salvatore Gerace, gravato da numerosi precedenti di polizia.

Attorno alle 16.40 Gerace sarebbe entrato nella sede dell’associazione dove in quel momento si trovava il diciottenne e avrebbe estratto la pistola e fatto fuoco più volte, uccidendo il ragazzo con almeno tre colpi. Quindi si è barricato in casa sua, da dove pochi minuti più tardi è stato portato via dagli agenti della squadra Volante della Questura di Crotone, chiamati dai vicini che avevano sentito gli spari. Le ragioni del gesto ha detto che le avrebbe spiegate al magistrato, il pubblico ministero Alfredo Manca, che lo ha sentito a lungo fino a notte. Nel frattempo sul luogo del delitto hanno lavorato gli uomini della Polizia scientifica per i rilievi, mentre altri agenti ascoltavano vicini e testimoni per cercare di ricostruire la dinamica dell’accaduto. Dinamica e movente che questa mattina dovrebbero essere chiariti dagli inquirenti.

L’omicidio del giovanissimo Giuseppe ha colpito la città con la violenza di un maglio: incredulità, disperazione, strazio in tutti coloro che conoscevano questo ragazzo dolce, sorridente e pieno di amici, ma anche in tutti i cittadini che, pur senza conoscerlo, non riescono a capacitarsi di tanta violenza.

Centinaia i messaggi sul profilo Facebook di Giuseppe, studente del liceo artistico che lavorava come cameriere in uno dei locali più noti del lungomare. Per questo era molto conosciuto, e apprezzato per l’educazione, il garbo e il sorriso.