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Finisce in Brasile la latitanza di Vincenzo Macrì

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È finita all’aeroporto di San Paolo del Brasile la latitanza di Vincenzo Macrì, 52 anni, ritenuto esponente di vertice della cosca di ‘ndrangheta dei Commisso di Siderno.

L’uomo stava per imbarcarsi dall’aeroporto di San Paolo del Brasile su un volo per Caracas, la capitale del Venezuela, dove viveva da qualche tempo sotto falsa identità, quando è stato fermato ed arrestato dalla polizia sudamericana grazie all’attività investigativa svolta dagli uomini della squadra mobile reggina e dello Sco.

Macrì è figlio di Antonio, ucciso in un agguato a Siderno nel 1975 nell’ambito della prima guerra di ‘ndrangheta, il vecchio capoclan soprannominato “Boss dei due mondi” per la sua influenza anche nei paesi d’oltreoceano, in particolare in Canada e Stati Uniti.

Vincenzo, invece, negli ultimi anni si era stabilito in Olanda, da dove avrebbe gestito gli interessi del clan mafioso di riferimento. Alla sua cattura si è arrivati al termine di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, condotta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia e dalla Squadra Mobile del capoluogo dello Stretto, con la collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e dell’Interpol