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Finisce l’inverno, ma quando arriverà la primavera per la nostra Calabria?

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“E’ finito un lungo e freddo inverno. E’ arrivata la primavera. Verità e Onestà non si calpestano”. E’ il commento che il presidente della Regione Mario Oliverio ha affidato a un comunicato stampa dopo la pronuncia della Corte di Cassazione che – nella serata di ieri – ha revocato l’obbligo di dimora che aveva confinato il Governatore nella sua San Giovanni in Fiore. Soddisfazione è stata espressa dai suoi legali, gli avvocati Vincenzo Belvedere e Armando Veneto, che si sono visti accolti i ricorsi dai giudici della Suprema Corte.

Indubbiamente quello di ieri sera è un punto importante per Mario Oliverio che apre, probabilmente, la corsa alle elezioni Regionali del prossimo novembre, nonostante i classici mal di pancia che si registrano – anche fra i suoi sostenitori – prima, durante e dopo la campagna elettorale. Oliverio, dunque, torna “libero”, e sicuramente risponderà a tono a tutto il fango buttatogli addosso sin dallo scorso 17 dicembre quando si è concretizzata l’operazione “Lande desolate” che lo ha visto coinvolto e indagato per abuso d’ufficio.

C’è da rimboccarsi la maniche: la regione registra ancora i classici ritardi in molti ambiti, e sembra superfluo doverli ricordare ogni volta. Due fra tutti, sanità e infrastrutture: sulla prima, il polverone mediatico alzatosi con le inchieste affrontate dalla trasmissione “Le iene” – nella quale lo stesso Governatore non ne è uscito al meglio – ha scoperchiato il classico vaso di Pandora, tanto da spingere lo stesso premier Giuseppe Conte a programmare un Consiglio dei Ministri proprio nella nostra regione, per affrontare la tematica. In secundis le infrastrutture: si viaggia – scusate il gioco di parole – a due velocità, tra la Tirrenica e la Jonica c’è quasi un abisso fra strade e ferrovia, con un aeroporto – quello di Crotone – al quale non si vuole donare l’eutanasia. Da non perdere mai di vista il problema della criminalità organizzata – come in questo momento stanno manifestando a Catanzaro per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia – o le tematiche ambientali, come giustappunto una settimana fa hanno ribadito gli studenti che in migliaia sono scesi nelle piazze contro i cambiamenti climatici, e nel Crotonese per sostenere una seria bonifica dell’ex area industriale.

Serve un colpo di reni, ed è bene dirlo proprio da queste pagine, che la soluzione non è Mario Oliverio o il Partito Democratico, né tanto meno quella vecchia solita politica che ripropone la stessa minestra da anni. Idem con patate per il “nuovo che avanza” rappresentato dal Movimento 5 Stelle che, con i suoi rappresentanti crotonesi in Parlamento e in consiglio comunale, perde più tempo a litigarsi con il sindaco e presidente della Provincia tramite comunicati stampa, e non a produrre risultati tangibili. Un altro “nuovo” che avanza al Sud sarebbe la Lega Salvini Premier, che ha deciso di inviare proprio in Calabria un commissario dalla lontana Padania, ma fa già ridere da sé; anche se i professori della politica indicano una convergenza tra il partito del vicepremier leghista e il centrodestra calabrese per le Regionali, con tanto di candidato unitario scelto per la guida della Cittadella.

Risuonano le parole del premier Conte pronunciate a inizio anno in cui dichiarava che «per l’Italia, il 2019 sarà un anno bellissimo»: la Calabria, questo “anno bellissimo”, lo aspetta da troppi anni (perdonerete la ridondanza). E’ il primo giorno di primavera, la stagione della rinascita dopo un lungo, freddo e buio inverno: ecco, la speranza è che possa essere un nuovo risveglio per la nostra regione, con l’impegno di tutti, in primis della politica.

Giuseppe Laratta

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