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Furbetti del cartellino: 22 indagati alla Città Metropolitana di Reggio Calabria

Lunghe pause caffè nei diversi bar della città, shopping, o addirittura non si recavano a lavoro: c'era chi strisciava il badge per gli assenti

Gli uomini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso nei confronti di 22 dipendenti pubblici assenteisti della Città Metropolitana – ex Provincia – di Reggio Calabria, tutti indagati per truffa aggravata ai danni dell’ente. L’attività investigativa, condotta da oltre tre mesi di riprese video e servizi di osservazione, pedinamento e controllo, ha consentito di smascherare la truffa ai danni dell’ente.

Il modus operandi

Nello specifico, gli indagati, attraverso un collaudato sistema basato su favori reciproci ed espedienti per attestare la presenza lavorativa presso gli uffici di appartenenza, riuscivano ad assentarsi indisturbati dal luogo di lavoro anche per diverse ore al giorno. Alcuni impiegati, addirittura, non facevano neppure ingresso presso la sede, sebbene figurassero regolarmente in servizio. In concreto, i dipendenti attestavano falsamente la propria presenza lavorativa, raccogliendo, a rotazione, più badge vidimandoli per certificare la presenza del personale, facendo sì che il solo “vidimatore” intraprendesse il servizio e che, solo in seguito, arrivassero alcuni degli altri, riuscendo così ad eludere ogni forma di controllo interno. È stato accertato che, in media, ciascun dipendente arrivava ad assentarsi anche per diverse ore al giorno, su un orario previsto giornaliero di 6 ore di servizio. Molti impiegati giungevano la mattina con oltre 2 o 3 ore di ritardo e senza vidimare la propria presenza: il collega d’ufficio aveva, infatti, già provveduto ad attestare per loro l’entrata. Il favore poi veniva ricambiato dai colleghi “ritardatari” della mattina, all’uscita. In tal modo diversi impiegati potevano abbandonare, in modo del tutto arbitrario, il proprio ufficio con largo anticipo e senza dover registrare la fine del proprio turno di servizio. Alcuni impiegati, addirittura, “coperti” da colleghi d’ufficio, non si presentavano neppure sul luogo di lavoro, pur risultando regolarmente in servizio.

Con questo stratagemma, in ogni singolo gruppo, ciascun dipendente poteva rimodulare autonomamente la propria giornata lavorativa assentandosi liberamente e a propria discrezione, per poter così fruire di lunghe pause caffè nei diversi bar della città, per andare a fare shopping lungo il corso, per andare a fare la spesa o, addirittura, per dedicarsi ad altra attività lavorativa. Diversi indagati, poi, rientravano tranquillamente in ufficio dopo essersi assentati anche per diverse ore con buste della spesa al seguito.

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