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Furbetti del cartellino: sospesa primario dell’ospedale di Castrovillari per assenteismo

Secondo i finanziari cosentini, la dottoressa si allontanava dall’ufficio per fare la spesa, o si recava fuori regione; dovrà restituire anche gli emolumenti percepiti nel periodo di assenza

I Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale e reale a carico di un medico primario, direttrice di struttura Complessa del Centro di Salute Mentale dell’ospedale di Castrovillari. Le indagini hanno riguardato ripetute condotte illecite di assenteismo dal servizio perpetrate dalla dirigente. Mediante video, servizi di osservazione e pedinamento, la disamina della documentazione acquisita presso l’A.S.P. di Cosenza, nonché analisi dei tabulati telefonici, le Fiamme Gialle cosentine hanno ricostruito – relativamente al periodo intercorrente tra il 2018 ed il 2020 – numerosi e circostanziati episodi di assenteismo, di illegittimo ed ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro e di falsa attestazione della presenza in servizio da parte della donna, per un totale di circa 186 ore di servizio, di fatto mai effettuate.

Contravvenendo ai propri doveri, l’indagata si allontanava dall’ufficio senza alcuna valida ragione lavorativa, per fare la spesa, per esigenze di carattere personale o, in un caso, per recarsi a sporgere denuncia presso un Ufficio di Polizia in relazione ad una vicenda di natura privata. In alcune occasioni, è stato anche documentato che, mentre risultava in servizio a Castrovillari, di fatto, la donna si trovava, sempre per ragioni di natura personale, fuori Regione (Basilicata e Campania). Numerosi gli episodi in cui, mediante un indebito utilizzo del badge marcatempo, la dottoressa ha falsamente attestato la propria presenza sul luogo di lavoro, pur non essendo fisicamente presente o comunque presentandosi presso il Reparto del Centro Salute Mentale di Castrovillari, salvo andare via dopo pochi minuti.

All’esito delle indagini, il G.I.P. ha disposto la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di un pubblico servizio per la durata di un anno ed il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, delle somme di denaro corrispondenti agli emolumenti illecitamente percepiti durante i periodi di indebita e fraudolenta assenza dal servizio, per un importo di circa 10.300 euro. I delitti contestati all’indagata sono quelli di “truffa aggravata ai danni dello Stato” e di “fraudolenta attestazione della presenza in servizio”, reato che comporta, tra l’altro, il licenziamento per giusta causa per i responsabili delle condotte assenteistiche.

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