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Gioco d’azzardo e ludopatia, un cancro silenzioso: se n’è parlato in un convegno nel Catanzarese (VIDEO)

Un cancro silenzioso che spreme le risorse, specie quelle poche a disposizione dei ceti più deboli, corrode la mente e, nei casi più drammatici, sfascia esistenze e famiglie. Ludopatia e gioco d’azzardo sono stati i temi al centro di un convegno organizzato a Santa Caterina dello Jonio, presso la sede regionale dell’Aiac, l’associazione italiana allenatori. In Calabria, dove le fasce di indigenti tendono ad allargarsi, la disoccupazione, specie giovanile, dilaga e le opportunità si restringono il problema è anche più grave che altrove. Proprio di recente, il Codacons ha calcolato in 462 milioni di euro, vale a dire una media di circa 400 euro per ogni calabrese, scommesse online escluse, la mostruosa somma che ogni anno le famiglie calabresi vedono volatilizzarsi inseguendo più spesso un’illusione che non un sogno. Ludopatia ed azzardo sono emergenze nazionali, ma nel corso degli interventi è stato sottolineato che il basso Jonio soveratese è un territorio afflitto da dati allarmanti. Vanno in fumo interi stipendi e pensioni, crescono i rischi per la salute, sia a breve che a lungo termine, aumenta il numero delle tragedie e s’ingrassa la criminalità organizzata, che fiuta ogni affare e non molla la presa. E così, come spiega la psicologa Maria Rita Notaro, il lavoro per i servizi contro le dipendenze è sempre più oneroso.

Mentre s’invocano, giustamente, una lotta senza quartiere e provvedimenti urgenti a tutela dei disperati che si stordiscono di fronte alle slot-machine ed agli schermi all’esterno delle tabaccherie, sono giorni in cui nella lotta al gioco d’azzardo si rischia di tornare indietro di dieci anni: nella legge di bilancio, infatti, potrebbero essere fissate regole uniformi per tutto il territorio nazionale per il collocamento di slot-machine i videolotterie, a partire dalle distanze dai luoghi sensibili, come scuole e centri per anziani. Invece, le maglie andrebbero ristrette sempre di più perché la piaga è diffusissima: secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia i giocatori problematici sono un milione e mezzo. E l’aneddotica sull’emergenza non finisce di stupire ed addolorare, come ammette il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Antonio Marziale.

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