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Gioia Tauro, beffa per i portuali: dovranno restituire all’Inps le indennità ricevute (VIDEO)

Sembra incredibile, ma adesso gli oltre 200 lavoratori del porto di Gioia Tauro finiti in cassintegrazione dopo il licenziamento del luglio 2017 dovranno restituire all’Inps le indennità ricevute. Un’autentica beffa che metterà in serissime difficoltà molte famiglie. La beffa ha preso forma ieri, quando sono arrivate le prime lettere che l’Inps in questi giorni sta recapitando a tutti i lavoratori del porto che due anni fa erano stati licenziati dalla vecchia Medcenter Container Terminal, cioè quella gestita da Contship Italia, e che da poco tempo sono stati reintegrati con una transazione dalla nuova società Medcenter, ora controllata da Msc, dopo che il giudice del lavoro di Palmi, in primo grado, aveva giudicato illegittimi 377 licenziamenti. Il motivo per il quale l’Inps chiede la restituzione delle indennità di cassintegrazione è sottile: i lavoratori hanno percepito quei soldi perché licenziati, ma alla luce degli ultimi sviluppi, cioè del fatto che è stata accettata una transazione con l’azienda, è come se quei licenziamenti non ci fossero mai stati. È vero che i soldi richiesti dall’Inps saranno pagati per una piccola

parte dalla società che li ha versati ai portuali, ma il grosso dello sforzo lo dovranno sostenere i lavoratori. E si tratta di importi molto elevati, cifre che oscillano tra i 20 ed i 30 mila euro, poiché le richieste comprendono anche gli oneri previdenziali, C’è da dire che l’Inps ha agito sulla base di una sentenza della Corte di Cassazione che prevede l’obbligo di restituzione delle somme ricevute dalle persone licenziate come indennità nel caso i licenziamenti vengano giudicati illegittimi. Ora, i portuali avranno 30 giorni di tempo per pagare o per decidere di proporre ricorso alla società, e tre mesi di tempo per impugnare la decisione davanti al tribunale. Per giunta, i lavoratori sono stati avvisati che il recupero delle somme dovute sarà coattivo. Prima il licenziamento, poi il reintegro, ora la beffa di questa sentenza: per i portuali di Gioia Tauro, accusati anche di scarso impegno da parte dell’autorità portuale, è un periodo nero al quale si deve aggiungere anche il fatto che coloro che sono rimasti fuori dal circuito lavorativo attendono ancora di essere ricollocati dopo che l’accordo per il rilancio dello scalo siglato nel 2017 è rimasto in gran parte solo sulla carta, o comunque in parte inattuato. Almeno per questo, però, c’è ottimismo: la situazione dovrebbe, infatti, sbloccarsi positivamente nei prossimi mesi.

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