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Girò d’Italia: Filippo Ganna vince la Mileto-Camigliatello Silano

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Verrà ricordata la tappa calabrese del Giro d’Italia 2020, la Mileto-Camigliatello Silano. Verrà ricordata perché si sprecano aggettivi e modi di dire un tempo abusati. Di abusato, invece, c’è nulla: è un’impresa, una vittoria epica quella di Filippo Ganna, che comincia ad attaccare già nei primi chilometri della corsa in un gruppo di otto fuggitivi che accumulano fino ad oltre cinque minuti di vantaggio e poi, a 17 chilometri dal traguardo, parte e stacca tutti in un clima proibitivo, pioggia, temperatura di 9 gradi, ed i fari di moto ed ammiraglie che fendono la nebbia e rischiarano i tornanti rabbuiati, conquista il valico di Montescuro, unico gran premio della montagna di prima categoria fra i tre di giornata, ed infine sbuca da solo sul traguardo di Camigliatello Silano. Tappa mossa, si dice in questi casi, anche se le asperità vere sono altra roba. I primi due gran premi della montagna arridono ad Edoardo Zardini, in entrambi i casi davanti allo spagnolo Carretero. In fuga, oltre a loro ed a Ganna, anche Valerio Conti, il siciliano Salvatore Puccio, il colombiano Restrepo, lo sloveno Tratnik ed il norvegese Hagen. Ma è quasi sempre Ganna a fare l’andatura: il 24enne di Verbania, quattro volte campione del mondo nell’inseguimento individuale e primo italiano a conquistare il mondiale a cronometro il 25 settembre scorso ad Imola, vincitore della cronometro inaugurale della corsa rosa, va all’attacco all’inizio della salita verso Montescuro, quasi 25 chilometri con pendenze fino al 18%, resta al comando con Carretero e Zardini. I tre accumulano 2’15” sul gruppo della maglia rosa, il portoghese Almeida, mentre l’ecuadoriano Caicedo, fino a ieri secondo in classifica generale, va in crisi ed alla fine prende ben 16′ di ritardo. A 19 chilometri dalla fine ci provano prima Carretero e poi Rubio, mentre a tirare il gruppo è la Trek-Segafredo di Vincenzo Nibali. Ganna sferra il suo attacco, De Gendt e Rubio non lo reggono: il piemontese accumula un minuto sugli inseguitori, mentre la nebbia avvolge il gruppo, e poi sfrutta il fisico da granatiere in discesa, mentre alle sue spalle di muovono Nibali e Pozzovivo. A tre chilometri dalla fine Ganna resta senza radiolina ma le gambe girano, ed il vantaggio di una quarantina di secondi non diminuisce. L’arrivo a Camigliatello è una passeggiata trionfale dopo una fuga d’altri tempi, altra espressione ormai raramente abusata, eppure vera. Per Ganna è il bis in cinque tappe. Alle sue spalle l’austriaco Konrad precede Almeida che consolida la leadership: ha 43″ sullo spagnolo Bilbao e 48″ sull’olandese Kelderman, mentre Nibali è quinto ad 1’01”, dietro al belga Vanoucke che lo precede di 2″.

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