martedì, 23 luglio 2024

GLI SPECIALI DI VIDEO CALABRIA | Vinòforum 2024: eccellenze calabresi a Roma

Sette giorni, 80 mila spettatori, 800 cantine, più di 3.200 vini, più di 19 mila operatori del settore, una settantina fra chef, ristoratori e maestri pizzaioli, 55 degustazioni, una novantina di eventi organizzati dai singoli espositori. Sono i numeri della 21^ edizione di Vinoforum, la manifestazione che ha reso Roma Capitale del vino e del cibo nella cornice, unica, straordinaria e suggestiva, del Circo Massimo, per la prima volta scelto per ospitare la rassegna che celebra le eccellenze dell’enologia e della gastronomia italiane. Pur importanti, i grandi numeri di Vinoforum 2024 raccontano solo in parte il successo dell’iniziativa organizzata da Emiliano De Venuti e dal Comune di Roma e l’apprezzamento da parte dei wine&food lovers, entusiasti dei contenuti delle sette serate romane, a partire dal racconto delle storie dei prodotti di eccellenza di cui l’Italia è ricca. E ne è ricca la Calabria che a Roma, come già a Verona per il Vinitaly ed il Sol ed a Parma per il Cibus, ha ottenuto di installare il suo box in un punto strategico. È una delle cifre che caratterizza le scelte dell’assessorato regionale all’agricoltura: da un lato si punta sulla comunicazione, per compensare il deficit dimensionale e favorire la riconoscibilità, dall’altro si assecondano la vivacità e l’intraprendenza delle giovani leve dell’enologia, i cui successi sono sanciti da una crescita delle vendite che l’aumento dei prezzi non ha frenato.

I vini calabresi conquistano sempre nuovi mercati: da più di un anno e mezzo le percentuali sono in crescita, e la Calabria è ormai la primatista assoluta tra le regioni italiane per le vendite all’estero dei propri vini.

Manca solo l’annuncio ufficiale, ma Vinitaly and the city al Parco archeologico di Sibari si farà: proprio a Roma l’assessore Gallo si sbilancia anche sulle date, il 30 e 31 agosto e l’1 settembre.

Piccola, coi suoi 16 milioni di bottiglie in mezzo ai giganti della produzione mondiale, per competere la Calabria ha bisogno di unità. Perciò, dice Gallo, i tempi per l’unificazione dei consorzi di tutela e l’organizzazione di una grande manifestazione sul vino calabrese sono ormai maturi.

Il successo a Vinoforum 2024 serve anche per evadere da problemi che si fanno sempre più preoccupanti, come lo svuotamento dei bacini idrici, che nell’ultimo anno si sono dimezzati. Proprio per questo la commissaria dell’Arsac, Fulvia Caligiuri, ad una voce con quella dell’assessorato, giudica irrinunciabile la necessità che politica e produttori pensino ed agiscano in maniera armonica, omogenea.

Una decina le cantine calabresi presenti al Circo Massimo: questione di spazi disponibili, Vinoforum non è il Vinitaly. Ma anche a Roma i professionisti del settore hanno discusso delle principali e più attuali tematiche che riguardano il loro lavoro. Sulla questione della scarsa presenza dei vini calabresi nelle carte dei vini dei ristoranti italiani, Paolo Ippolito ha un’idea che in parte contrasta con l’inchiesta pubblicata dalla rivista Gambero Rosso

Per i produttori, Vinoforum è un’opportunità per capire, e se possibile anticipare, le tendenze palatali dei consumatori.

Intuire ed anticipare le direzioni verso le quali si dirigono i gusti è fondamentale. Ed è proprio quello che un giovane produttore come Luigi Ceraudo intende fare: giocare d’anticipo.

Nel box della Regione Calabria tanti ospiti speciali: il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ed il direttore regionale dello stesso ente di previdenza, Giuseppe Greco, assaggio dopo assaggio hanno deciso che un fugace passaggio potesse diventare vera e propria sosta.

Capitale in tutto, Roma lo è anche per i settori turistico e della ristorazione: al Circo Massimo un box ospitava dei temporary restaurant, dedicati a valorizzare la cultura enogastronomica romana, sia quella più tradizionale, sia quella più contaminata a moderna. Tradizione e ricerca, classicità e sperimentazione. E se è vero che anche la cacio e pepe può subire il gustoso affronto di essere accostata a cozze e lime, o la grìcia prevedere tra gli ingredienti i fichi, e che a sperimentare sono proprio gli chef romani, vuol dire che ormai sono caduti gli ultimi, inespugnabili bastioni…

I tempi, anche in cucina, evolvono ma i miti diventano tali proprio perchè sanno resistere a trasformazioni e mode. Alfredo Lucarini, trasteverino da generazioni, dopo una vita ai fornelli di diversi ristoranti ha deciso di aprirne uno tutto suo a Testaccio. Non ritiene necessario cambiare ciò che funziona, ai fornelli come in vacanza, giacchè sceglie il mare di Tropea dal 1975. Per lui la carbonara è, prodigiosamente e immutabilmente, la carbonara.

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