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I ‘diapiri salini’ di Casabona e Verzino, finestre sulla preistoria uniche in Italia (Video e fotogallery)

C’è un posto magico nel territorio a cavallo tra Verzino e Casabona. Un posto in cui è possibile compiere un salto indietro nel tempo, fino a più di cinque milioni di anni fa.

La storia, qui, la racconta il sale. Ed è una storia ricca di fascino, in cui immense trasformazioni geologiche durate centinaia di migliaia di anni, s’intrecciano con attività umane molto più recenti; regalando suggestioni di natura filosofica, oltre che preziosissime indicazioni di natura geologica. È qui, nel cuore di un’area che per secoli è stata utilizzata per l’estrazione del sale, che affiorano i “diapiri salini”, formazioni geologiche particolarissime ed estremamente rare: quelle conosciute in Europa si contano sulle dita di una mano; e in Italia ci sono solo quelle emerse nel Crotonese.

Si tratta di grosse formazioni a forma di cupola, che spuntano all’improvviso in una campagna che in effetti nulla ha a che vedere con loro. Avvicinandosi ci si accorge che sono composte da enormi blocchi di salgemma, attorno ai quali è facile trovare altri tipi di sali generati per lo più dall’evaporazione.

Ebbene questi blocchi traslucidi, dalle venature bianchissime, e che al sole regalano splendidi effetti cromatici, sono letteralmente finestre aperte sulla preistoria. Sono, infatti – spiega Eugenio Muscianese, esperto naturalista e appassionato conoscitore dei luoghi – grossi blocchi di crosta terrestre che si sono staccati dalla loro sede originaria, che si trova a molti chilometri di profondità, e che essendo più leggeri del materiale circostante, sono lentamente risaliti fino in superficie galleggiando. E oggi ci mostrano uno spaccato di ciò che in realtà si trova molti chilometri più in basso, e che si è formato in un periodo lungo 270mila anni, dando origine alle miniere di sale che per lunghi anni hanno sostenuto una fetta dell’economia locale.

Tutto ha avuto inizio nel Messiniano, un periodo geologico che risale a quasi sei milioni di anni fa, con la chiusura dello Stretto di Gibilterra. Il Mediterraneo è diventato così un enorme lago, e tale è rimasto per 270mila anni, fino alla nuova apertura dell’istmo che separa la Spagna dal Marocco. 270mila anni nel corso dei quali il Mediterraneo è lentamente evaporato, prosciugandosi ed arretrando, e così lasciando spazio ad una crosta di sale spessa qualche chilometro. Quando lo Stretto di Gibilterra si è riaperto, l’acqua dell’oceano Atlantico ha nuovamente riempito il bacino del Mediterraneo, e nel corso dei cinque milioni di anni successivi lo strato di sale è stato ricoperto e seppellito da chilometri di sedimenti e di rocce, che lo hanno ricacciato a grandi profondità.

Quelli che si mostrano nel Crotonese, dunque – nel geosito di Zinga di Casabona o in quello di Verzino – sono pezzi di quello strato di sale risaliti dalle profondità della terra. Pezzi del nostro mondo che si sono formati quasi tre milioni di anni prima della comparsa del genere umano. E che in Italia è possibile ammirare solo in questa zona, la cui sontuosa bellezza è impreziosita dagli spettacoli insoliti e affascinanti che i ‘diapiri salini’ regalano nei vicini corsi d’acqua, o in alcune grotte in cui formano ricami e delicate stalattiti di sale.

 

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