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Il caso “Muccino” e il rumoroso silenzio dei partiti di centrodestra. Colpo d’ala del Pd!

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(da sinistra: la presidente della Regione Jole Santelli, ed il regista Gabriele Muccino)

Come mai si registra un rumoroso silenzio da parte dei partiti del centrodestra sul caso “Muccino”? Analogo mutismo politico è da attribuire ai consiglieri regionali che sorreggono la maggioranza guidata dalla presidente Jole Santelli. Forte, invece, e ragionata, è stata la presa di posizione del Pd e di alcuni dei suoi protagonisti, che hanno avuto il coraggio di mettere in evidenza diverse criticità relative al caso “Muccino”, e condividendo di fatto le critiche mosse dalla stampa a vari livelli. Proprio quel Pd che ha estromesso platealmente da ipotesi di ricandidatura Mario Oliverio, l’ex presidente della Regione Calabria che ha scritto una pagina politica molto triste in cinque anni di governo caratterizzati da limiti fortissimi, ha trovato la forza di fare opposizione vera e di denunciare all’opinione pubblica la vicenda del costosissimo cortometraggio voluto dalla Santelli e dalla Giunta di centrodestra di cui, ne siamo certi, sentiremo ancora parlare a lungo. La reazione politica del Pd non era per nulla scontata, anzi! Per quanto il partito di Zingaretti abbia chiuso le porte alla riproposizione di un Mario Oliverio la cui esperienza amministrativa passerà alla storia regionale come una delle più negative, è pur sempre vero che il Pd è stato l’asse portante dell’uscente governo di centrosinistra. Ecco, però, il colpo d’ala, di quelli che ti rimettono in sintonia con l’elettorato e con i cittadini, approfittando del preoccupante silenzio degli avversari di centrodestra.

La situazione odierna della Calabria per molti aspetti appare simile a quella che ci siamo da poco lasciati alle spalle. Il centrodestra, fra partiti ed espressioni consiliari, osserva e sostanzialmente subisce le iniziative politico-amministrative della presidente. Perché diciamo “osserva e subisce”? Emblematico è il caso “Muccino”. Non c’è stata né un’azione di supporto politico e di difesa in trincea delle decisioni adottate dal Decimo Piano, né uno stop politico supportato da analisi profonde, ma solo silenzio. Un incomprensibile silenzio che richiama atmosfere già vissute. La delibera della Regione Calabria dedicata al cortometraggio di Muccino, la n. 137 del 15 giugno 2020, pubblicata sul Burc n. 64 del 26 giugno 2020, è stata votata da tutti i componenti della Giunta, tranne che dagli assenti Domenica Catafalmo e Gianluca Gallo. Considerando quindi che Forza Italia era rappresentata dalla presidente, se ne deduce che tutto il centrodestra (Fdi, Lega e Udc) ha detto il proprio sì alla vicenda Muccino. Un sì pronunciato dagli assessori di riferimento, ma non, per quel che è dato allo stato sapere, dai partiti o dai consiglieri regionali che non si sono finora espressi ergendosi immediatamente a difesa dell’azione amministrativa della presidente. Viene quindi spontaneo chiedere: il centrodestra tutto è convinto che le critiche mosse sul caso “Muccino” siano ingiuste e infondate? E perché allora non lo dicono ad alta voce? Perché non hanno replicato congiuntamente alle pesanti contestazioni del Pd? Come interpretare questo mutismo politico?

La Calabria ha bisogno di ben altro che del costosissimo cortometraggio firmato Muccino. Avrebbero fatto bene le forze politiche di centrodestra a spiegarlo alla presidente Santelli e a chiederle di invertire immediatamente la rotta! Quando capitano casi del genere, la politica ha la possibilità di far pesare il proprio ruolo. Per i partiti di centrodestra non è stato così. Perché?

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