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“Il mare della Calabria e le insidie della mafia”. I ricordi di Bregantini nei suoi 25 anni di episcopato (Video)

25 anni di episcopato, 14 dei quali trascorsi in Calabria prima del trasferimento in Molise per altri 11. Monsignor Giancarlo Bregantini resta una delle figure ecclesiastiche più amate in Calabria, per tutto quello che ha saputo costruire, in termini spirituali e concreti, e per l’eredità che ha saputo lasciare. Un’eredità che ha dato il via alla piccola grande rivoluzione antimafia della Locride, che su quello slancio ha saputo costruire importanti realtà economiche e sociali. Un’eredità che a Crotone si è intrecciata con quella lasciata da monsignor Giuseppe Agostino, negli anni migliori e più alti della chiesa crotonese; proprio qui, in un centro storico poverissimo e devastato dal punto di vista sociale, quest’uomo venuto da tanto lontano seppe crescere e costruire un rapporto fortissimo con una comunità che non lo ha mai dimenticato. Teologo, e pastore. Mosso dallo spirito cristiano più puro e più alto, sempre dalla parte degli ultimi, con scelte nette contro il malaffare e con un grande contributo offerto alla collettività anche in termini di pensiero.

Oggi il suo cammino lo ricorda così: “Ricordo il giorno della mia consacrazione a Crotone, per opera di monsignor Giuseppe Agostino – racconta – Ricordo le fatiche, le lacrime, le paure, le insidie della mafia. Le meravigliose visite pastorali sono stati probabilmente i momenti più felici che ricordo”. “Ricordo il mare della Calabria, così spazioso e bello”. E poi le visite ai poveri, agli ultimi. In un percorso di “pastore”, che lo ha avvicinato alla gente e lo ha fatto entrare nel cuore di tutti i calabresi

La celebrazione coi suoi fedeli avrà luogo domenica 7 aprile, alle ore 18:00, presso la chiesa di S. Antonio di Padova a Campobasso.

f.t.

Il video è dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano

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