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Il Papa autorizza sette nuovi Venerabili, c’è anche Nuccia Tolomeo di Catanzaro

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i decreti che daranno alla Chiesa 7 nuovi Venerabili. Si tratta del primo passo per l’eventuale apertura di un processo di beatificazione e canonizzazione. I nuovi Venerabili sono: Carlo Cavina, sacerdote diocesano fondatore della Congregazione delle Figlie di San Francesco di Sales, Raffaele da Sant’Elia a Pianisi (al secolo Domenico Petruccelli), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Damiano da Bozzano (al secolo Pio Giannotti), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, il francese Vittorino Nymphas Arnaud Pagés (al secolo Agostino), Fratello professo dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, Consolata Betrone (al secolo Pierina Lorenzina Giovanna), Monaca professa delle Clarisse Cappuccine, il brasiliano Nelson Santana e la laica Gaetana Tolomeo, chiamata “Nuccia”. (Ansa)

Nuccia Tolomeo nella lettera di presentazione scritta il 19 luglio 2008 da Mons. Antonio Ciliberti, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro – Squillace

Nuccia Tolomeo, donna particolarmente provata fin dall’infanzia, ma aperta costantemente al sorriso, per la gioia che proviene dallo Spirito, è la singolare protagonista delle pagine seguenti.
La sua è la storia di un’anima che, fin dalla fanciullezza, si è sentita amata e scelta da Dio per condividere con Lui il mistero della Passione. Per lei la malattia, le sofferenze, il dolore, la sua immobilità non erano né disgrazie
accadute, né punizioni inflitte, ma puri doni dell’Altissimo Dio.
Tutta la sua vita, segnata dalla malattia che ne aveva deformato il corpo, era considerata da Lei la via per un amore più grande, uno strumento privilegiato per unirsi più intimante a Dio e in Lui essere più prossima ad ogni uomo che incontrava.
La sua malattia e la sua sofferenza sono state per lei come la scuola della croce.
Per mezzo di esse ha imparato l’amore autentico, fatto di semplicità, di prossimità, di solidarietà, di carità, di annunzio del vangelo, di abbandono fiducioso, di donazione totale.
Attraverso il dolore, il Signore, suo Maestro, le ha insegnato la via evangelica dell’abbandono e della donazione. Proprio perché si è abbandonata fiduciosa alla volontà di Dio, è stata resa capace di farsi dono a tutti, come il suo maestro Gesù, il quale, abbandonatosi nelle braccia del Padre e abbracciando il legno della croce, è divenuto dono di Redenzione per tutta l’umanità.
La nostra cara Nuccia, con la sua vita e la sua testimonianza, insegna al mondo di oggi, che in tutti i modi cerca di esorcizzare il dolore e la sofferenza, che ogni vita vale la pena di essere vissuta. Lei stessa scrive a tal proposito:
“Nonostante la mia condizione, si è creata miracolosamente in me una ricchezza di rapporti umani straordinaria, che mi ha più volte rivelato l’Amore di Dio per tutte le creature ed il vero significato della vita, di ogni vita,
compresa la mia apparentemente inutile”.
In un’altra occasione scriveva: “Sin da quando ero bambina e poi adolescente, ho cercato di dar un senso alla mia vita. E il buon Gesù mi ha fatto capire che la vita è un dono prezioso, che bisogna viverla nell’amore, nell’apprezzare tutte le cose, perché tutto è dono, tutto è grazia. Il resto è un di più. L’importante è
vivere”. In qualunque condizione l’uomo si trovi, può vivere, se vuole, pienamente la sua vita! Questo l’insegnamento di Nuccia.
Per lei il dolore non solo non si contrappone alla gioia, ma anzi ne è la sorgente: “Uniti a Cristo, è possibile perfino amare la croce e soffrire con dignità, pronti a consegnarci nelle mani di Colui, che solo sa trarre dal dolore la gioia”.
Questa è la conclusione che la stessa trae: “Sì, fratelli, la gioia nasce dal dolore, perché la gioia è frutto della sofferenza, per cui gioia e dolore sono facce della stessa moneta: la vita”.
E, prima di morire, rivela a tutti il segreto della sua gioia: “Il segreto della mia giovinezza e della mia gioia di vivere è Gesù, alleluia!”.
Auspico che la vita della cara Nuccia e il suo messaggio possano essere diffusi e conosciuti, per portare tanti benefici a molte persone, per la maggior gloria di Dio.

 

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