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Il presidente Santelli: «Telecamere nel mio ufficio e a casa chi sbaglia» (VIDEO)

La voce non è tornata, ma per festeggiare ballando fino a notte fonda non era indispensabile. “E il risveglio – conferma in conferenza stampa Jole Santelli, di nuovo accanto al vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani – è stato particolare, perché abbiamo vinto ben oltre le proiezioni della notte”. Il primo pensiero, per la neo presidente della Regione Calabria, è per gli elettori che hanno assegnato alla sua coalizione il 55% delle preferenze, credendo – dice – nel nostro progetto di rinnovamento, e apprezzando una battaglia elettorale corretta, e condotta senza cedere alle provocazioni. Quindi lancia due appelli, alle donne calabresi “perché mi stiano vicine” e ai calabresi che hanno fatto fortuna, “perché dedichino alla Calabria un giorno al mese”. E apre al confronto costruttivo con alleati e avversari.

La sfida sarà assai complicata, e va affrontata di petto e in fretta. La Calabria vive uno dei momenti peggiori della sua storia, stretta tra la sanità commissariata, i rapporti insani tra politica massoneria e criminalità organizzata, le percentuali di disoccupazione che crescono e una burocrazia capace di paralizzare l’operato della Cittadella. Ma Jole Santelli dice di avere già le idee ben chiare, e di voler usare il pugno di ferro, ma anche dare il buon esempio. “Voglio incontrare subito il ministro della Salute Speranza – dice – per cercare insieme soluzioni dialogando, non con un braccio di ferro che non fa bene a nessuno”. E siccome la Calabria è una regione complicata “farò installare telecamere nel mio ufficio e nella mia auto: chi mi incontra sa che verrà registrato”. Pugno di ferro con i “mandarini” della burocrazia: “C’è tanta gente che lavora al servizio dell’Amministrazione, ma chi sbaglia paga, i mandarini andranno a casa”.

Nessun nome, invece, per ciò che riguarda Giunta o vicepresidenza, fermo restando che “i partiti che hanno contribuito alla nostra affermazione hanno il diritto di essere rappresentati in giunta”. L’unica certezza è sui profili di alcuni assessori: altissimi dovranno essere soprattutto quelli di Agricoltura, Turismo e Imprese

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