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Il procuratore Gratteri a La7: «La ‘ndrangheta è più credibile della politica»

«L’inchiesta Rinascita-Scott contesta quello che negli ultimi 20 anni appare ormai chiaro: il rapporto tra ndrangheta e politica si è capovolto. Ora sono i politici che vanno a cercare gli ndranghetisti per avere pacchetti di voti in cambio di favori ed appalti e non viceversa, come avveniva una volta. Il principale danno collaterale che proviene da questo rapporto è che la ndrangheta è diventata più credibile rispetto alla politica. A differenza del politico, che si dimostra attivo solo in determinate circostanze, il capomafia è presente sul territorio 365 giorni l’anno. I mafiosi costruiscono rapporti con le comunità e possono contare su pacchetti di voti che andranno poi a distribuire. E sono loro che determinano i candidati sindaco». Così il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervenuto ieri sera alla trasmissione di La7 “Di Martedì”, in merito all’inchiesta “Rinascita-Scott”. «Nei due o tre giorni precedenti le elezioni, in molti scendono a patti col diavolo. I candidati sono disposti a incontrare gli ndranghetisti o chiunque possa garantire loro l’elezione».

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