Province

Il segnale dal Vinitaly: puntare sull’identità territoriale per caratterizzare la produzione vinicola

Scritto da:

Puntare sull’identità, sulle caratteristiche peculiari delle viti e dei vini di ciascun territorio. Sulla qualità, molto più che sulla quantità. Una mossa che può risultare vincente a livello imprenditoriale, soprattutto per le regioni territorialmente più piccole e dotate di caratteristiche uniche, come la Calabria. Il segnale arriva forte dal Vinitaly, la cui edizione 2018 si è aperta proprio questa mattina a Verona.
E in questa direzione va l’iniziativa in programma per lunedì 16 aprile, alle ore 12.30, nel padiglione 12 che ospita lo stand Calabria, organizzata nell’ambito del progetto di comunicazione integrata Magna Grecia Lifestyle, con il sostegno di Io Scelgo Calabria e la collaborazione di Video Calabria e Local genius.

«Alberello con Palo secco. Una ‘rivoluzione epocale’ degli Enotri prima della Magna Grecia» è il tema, estremamente affascinante, dell’incontro che punta anche a proporre una candidatura dell’Alberello Enotrio a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Gli esperti del settore vitivinicolo calabrese saranno invitati al confronto dall’intervento di Massimo Tigani Sava – giornalista e scrittore, direttore di Local Genius e ideatore di Magna Grecia Lifestyle.
“La stagione luminosa della Magna Grecia – spiega Tigani Sava – certo fondamentale nel disegnare i destini della Calabria e di numerose altre regioni del Sud Italia, ha offuscato troppo un altro straordinario capitolo della storia dell’estremo lembo della penisola: gli Enotri. È curioso notare, e lo spiegheremo bene al Vinitaly, che quasi tutti i trattati di vitivinicoltura fanno proprio uno schema in base al quale la civiltà vitivinicola si sposta progressivamente da Oriente verso Occidente, passando dalla Grecia e giungendo appunto in Magna Grecia a Sud, e nel mondo Etrusco a nord, dove però il modello di coltivazione prevalente è quello della cosiddetta “vite maritata”, cioè della vite lasciata crescere attorno ad un palo vivo, un albero. Gli stessi trattati, però, non possono non accennare, chi più chi meno, alla florida Stagione Enotria che diversi secoli prima della nascita della Magna Grecia caratterizza la propria esistenza anche e soprattutto per la sapiente coltivazione della vite e per la produzione di vini. L’etimologia di Enotrisi ricollega non solo e soltanto al vocabolo oinos (vino), ma soprattutto a oinotron (palo secco della vite)». «Ecco quindi il tema affascinante che, assieme a Salvatore Gaetano e ad alcuni esponenti del mondo del vino calabrese, – prosegue Massimo Tigani Sava – imporremo all’attenzione del Vinitaly, con l’intento di restituire forza, identità, personalità e storicità a una straordinaria cultura della coltivazione della vite e della produzione del vino che ha segnato i secoli che hanno preceduto la fondazione delle colonie magnogreche. L’allevamento con palo secco della vite (palo ligneo o una canna) rappresenta una rivoluzione epocale nella storia della vitivinicoltura che, come ho sostenuto nei miei scritti, può significare solo due cose: l’inventarono gli Enotri in Calabria e Lucania, o negli stessi territori gli eredi di Enotro portarono questa tecnica al suo sviluppo più alto, segnando una tappa di importanza assoluta, che ancora oggi viene discussa e rivalutata. Chiunque comprenderà l’immenso valore non solo culturale, ma di marketing territoriale e del vino che è implicito in questa riscoperta, potendo la stessa caratterizzare in modo identitario, unico e distintivo, almeno una parte della produzione vitivinicola regionale. Un approfondimento adeguato e interdisciplinare del contributo offerto dagli Enotri alla storia della vitivinicoltura mondiale costringerebbe, inoltre, a rivedere anche alcuni assiomi sulle strade del vino mediterranee».

Condividi su Whatsapp
4 Condivisioni

Commenti

Clicca qui per commentare

 

VIDEO ONLINE – AGENZIA VISTA