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Illegittima la nomina del capo dell’Avvocatura regionale: il giudice del lavoro annulla la decisione della Santelli

Non può essere un incarico fiduciario, ma deve passare da una procedura comparativa

Quella di coordinatore dei legali della Regione Calabria non può essere una nomina fiduciaria, ma un incarico che deve passare attraverso una selezione o una procedura comparativa. È per questa ragione che il giudice del lavoro di Catanzaro, Anna Maria Torchia, ha sospeso la nomina di Maria Maddalena Giungato a coordinatrice dell’Avvocatura regionale, decisa nel maggio scorso direttamente dalla presidente della Giunta regionale Jole Santelli. Il giudice del lavoro ha accolto così i ricorsi presentati dal Consiglio dell’ordine degli avvocati di Catanzaro e Massimo Gimigliano, e da Paolo Falduto e dall’Unione nazionale avvocati enti pubblici, rigettando le tesi della Regione secondo cui l’ufficio legale sarebbe organo di diretta collaborazione del presidente della Giunta regionale, e dunque organo politico e non amministrativo.

In sostanza la presidente Santelli non avrebbe potuto scegliere in autonomia completa il professionista a cui affidare l’incarico, ma avrebbe dovuto passare attraverso un avviso pubblico ed una procedura comparativa. Il giudice Torchia, dunque, ha ordinato alla Regione di conferire l’incarico con le modalità corrette, e ha condannato l’Ente a pagare circa 5300 euro per le spese di lite e quelle da rifondere alle parti ricorrenti.
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