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Imprenditori vicini ai Grande Aracri, uno stava per costruire un villaggio turistico sul mare

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Stava per costruire un nuovo villaggio turistico del valore di circa dieci milioni di euro a pochi metri dalla spiaggia di Isola Capo Rizzuto, l’imprenditore Pasquale Gianfranco Antonio Barberio a cui questa mattina la Divisione investigativa antimafia di Catanzaro ha sequestrato beni per un valore di circa dodici milioni di euro. Altri tre milioni di euro sono stati invece confiscati all’imprenditore specializzato nella lavorazione del legname, Salvatore Scarpino tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Kyterion” e condannato dal Tribunale di Crotone, in primo grado, a 10 anni di reclusione. Entrambi gli imprenditori sono ritenuti contigui alla locale di ‘ndrangheta di Cutro, facente capo al boss Nicolino Grande Aracri.

Tra le società sequestrate a Barberio anche la G.B. Immobiliare che aveva già ottenuto tutte le licenze per costruire un nuovo villaggio turistico sulla costa di Isola Capo Rizzuto. “L’attività investigativa – ha spiegato il capo della sezione operativa della Dia di Catanzaro Antonio Turi – ha svelato la sproporzione tra i tra beni posseduti e i redditi dichiarati da entrambi i nuclei familiari”. Il colonnello Michele Conte ha evidenziato come due società della galassia Scarpino sia state formalmente intestate a due operai rumeni e poi svuotati di risorse in favore di una terza società dell’imprenditore crotonese. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il capo centro della Dia di Reggio Calabria il colonnello Teodosio Marmo che ha voluto sottolineare “l’importante risultato raggiunto che premia l’incessante impegno della Dia nel contrasto ai patrimoni acquisiti illecitamente dalle organizzazioni criminali”.

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