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In Calabria c’è voglia di Politica alta, ecco perché ha destato grande interesse la notizia sulla possibile candidatura di Enzo Ciconte

Intanto la Lega, il cui progetto Mezzogiorno è oggettivamente molto ridimensionato, se non addirittura politicamente naufragato, va agli stati generali con passi politici indietro che generano dubbi Scritto da: REDAZIONE

La Calabria ha bisogno di politica più che mai, di Politica con la “P” maiuscola. Ecco perché le notizie, per quanto non ufficiali, sulla possibile scesa in campo di Enzo Ciconte, ex parlamentare del Pci, per la candidatura a presidente del centrosinistra, ha riscosso attenzione. La Calabria – ripetiamolo con tutta la forza necessaria – ha bisogno di politica vera, soprattutto dopo la deludente esperienza del facente funzioni Nino Spirlì, voluto da una Lega il cui progetto Mezzogiorno è oggettivamente molto ridimensionato, se non addirittura politicamente naufragato. Una Lega che in Calabria, in vista dei cosiddetti Stati generali che si terranno a Zambrone, sembra addirittura fare passi politici indietro che generano dubbi, sembra chiudersi in se stessa senza riuscire a portare avanti le azioni di forte cambiamento che Matteo Salvini aveva promesso nella campagna elettorale del 2020. Alla Regione Calabria si va avanti, tra l’altro, con nomine e incarichi. Alcuni leghisti nominati in incarichi pubblici importanti hanno anche ruoli di dirigenti di partito (il Commissario della Sorical è addirittura commissario della Lega a Crotone e sub commissario regionale), quando lo stesso partito dovrebbe essere chiamato ad un costante lavoro politico di verifica sulle attività svolte da eletti e nominati. Qualche dirigente regionale di partito è addirittura stretto collaboratore di Spirlì, vestendo quindi un doppio ruolo che genera forti perplessità politiche.
La situazione della Calabria è così grigia, a livello regionale, che la possibile candidatura di un politico sicuramente esperto, strutturato e colto, comunque con le sue idee che hanno radici nel vecchio Pci, condivisibili o meno, ha risvegliato sensibilità, coscienze, desiderio di discutere su basi solide. Non è, questo, un giudizio negativo sul giovane Nicola Irto che ha tanto tempo ancora per dimostrare tutte le proprie qualità. È, piuttosto, un giudizio positivo sulla voglia che c’è di politica alta, vera, robusta, supportata da una formazione adeguata, dalla conoscenza non superficiale della storia del Mezzogiorno e di tutte le sue criticità. Enzo Ciconte, inoltre, anche per i suoi studi e i suoi scritti, è un esponente politico dichiaratamente anti-ndrangheta, e questo accade in una fase politica della Calabria in cui tante inchieste giudiziarie stanno dimostrando che la ‘ndrangheta ha votato, vota ed è interessata a incunearsi nelle parti molli o addirittura deviate della politica e delle istituzioni.

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