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Inchiesta “Genesi”: il Giudice per le Indagini Preliminari conferma gli arresti (VIDEO)

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Restano tutte agli arresti le otto persone coinvolte nell’inchiesta “Genesi”, della Procura antimafia di Salerno, che ha scosso e continua a scuotere il palazzo di giustizia di Catanzaro. Dopo gli interrogatori di garanzia il giudice per le indagini preliminari, Giovanna Pacifico, ha confermato tutte le misure restrittive, in attesa che il Tribunale della libertà di Salerno esamini le posizioni degli indagati, e dunque resta in carcere il giudice Marco Petrini, presidente della seconda sezione della Corte d’appello e della Commissione tributaria provinciale di Catanzaro, accusato di corruzione per aver ricevuto denaro e regalìe di vario genere in cambio di verdetti d’appello favorevoli ad imputati che erano stati condannati in primo grado. Durante le indagini, Petrini è stato anche videoregistrato mentre riceve delle buste con dentro somme di denaro e mentre si mette a contare le banconote al tavolo del suo ufficio. A Petrini è anche contestato di aver favorito alcuni avvocati con cui aveva numerose frequentazioni. Restano in carcere anche Emilio Santoro, che tutti conoscevano come Mario, il medico in pensione di Cariati e che i magistrati salernitani indicano come uno dei mediatori tra il giudice Petrini e coloro che richiedevano favori giudiziari. Stessa sorte per l’ex consigliere regionale socialdemocratico Giuseppe Tursi Prato, che oltre ad essersi rivolto a Petrini per vicende personali avrebbe tentato, insieme al ristoratore cariatese Giuseppe Caligiuri, di corrompere un’altra giudice catanzarese contattandone il marito e la suocera. Anche i due avvocati coinvolti nell’inchiesta sono ancora sottoposte a misure restrittive. Francesco Saraco, avvocato di Badolato, è accusato di essere l’ideatore di un tentativo di corruzione d iun giudice della Corte d’appello di Catanzaro per ottenere una sentenza più favorevole al padre, Antonio, e per un suo compaesano. Resta agli arresti domiciliari l’avvocato di Davoli, Maria Tassone, che avrebbe anche avuto una relazione con Petrini. Ma com’era già emerso nei giorni successivi all’esplosione dello scandalo, “Genesi” è destinata ad allargarsi: il lavoro dei magistrati salernitani, infatti, prosegue con l’analisi di una voluminosa serie di atti giudiziari, ovvero dei processi e delle sentenze emesse proprio dal giudice Petrini, e prende in considerazione anche la posizione di altri magistrati.

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