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Inchiesta “Genesi”, Petrini continua a parlare: le dichiarazioni che scuotono le toghe (VIDEO)

A poco meno di un mese dal suo arresto, l’ex presidente di sezione della Corte d’Appello ed ex presidente della commissione tributaria provinciale di Catanzaro, Marco Petrini, è un fantasma che si aggira tra le stanze dei palazzi di giustizia di Catanzaro. La sua scarcerazione e collocazione ai domiciliari lontano dalla Calabria dell’altro ieri è un premio per l’ampia collaborazione che il magistrato sta fornendo ai colleghi della Procura, che hanno ritenuto di attenuare il provvedimento cautelare nei suoi confronti. Ma le parole, ovvero, le rivelazioni di Petrini sui suoi rapporti e su quello che accadeva in alcuni processi in cui è stato coinvolto scuotono profondamente il tribunale ed il mondo delle toghe.

Ed ora, anche gli interventi di Petrini nelle prove per l’abilitazione alla professione forense irrompono dal verbale del suo secondo interrogatorio, quello del 5 febbraio scorso, durante il quale Petrini ha confessato ai magistrati della Procura di Salerno di aver scritto di suo pugno due delle tre prove scritte per una candidata all’abilitazione, una neo-laureata in giurisprudenza che stava effettuando il praticantato nello studio di un’avvocatessa cosentina, Rosetta Rago, anche lei indagata per corruzione in atti giudiziari. Sarebbe stata proprio lei a chiedere l’intervento del giudice, che da quando è stato applicato a Catanzaro ha più volte fatto parte delle commissioni per gli esami di Stato. L’ammissione è contenuta nel verbale dell’interrogatorio rilasciato dal magistrato il 5 febbraio scorso, il secondo dopo quello del 31 gennaio col titolare dell’inchiesta, il procuratore vicario Luca Masini, ed il sostituto procuratore Vincenzo Senatore. Proprio la parte che riguarda l’interessamento di Petrini nelle prove d’esame è l’unica desecretata in un verbale per il resto zeppo di omissis. La prova d’esame si svolse nello scorso mese di dicembre presso l’istituto Fermi di Catanzaro Lido: Petrini ha raccontato che nella prima giornata di prove ha consegnato i fogli, che poi la praticante ha ricopiato, nei pressi del bagno della sala d’ingresso dell’istituto, e che il secondo giorno incontrò la candidata vicino all’ingresso. Alla base del suo intervento, Petrini ha addotto i suoi rapporti personali con la Rago. Ma non è il solo favore fatto all’avvocatessa: il giudice ha rivelato di aver promesso di intervenire per ridurre la pena ad un assistito dello studio Rago, indagato per traffico di droga dalla Procura antimafia, il cui processo era tornato alla Corte d’Appello dopo l’annullamento con rinvio da parte della Cassazione. Il difensore dell’imputato era un assistente della Rago. Ma in questo caso Petrini non ha potuto mantenere l’impegno, perché è stato arrestato pochissimi giorni prima che il processo cominciasse. Nuovi casi di corruzione, nuovi indagati, nuove e più ampie implicazioni da approfondire. Anche ora che è lontano da Catanzaro, Petrini continua ad incombere tra i corridoi e nelle aule tra via Argento e piazza Matteotti.

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