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Indebito utilizzo della “Carta del docente”: multati nel Lametino un commerciante e 62 insegnanti

La Guardia di finanza ha emesso sanzioni per complessivi 210 mila euro Scritto da: REDAZIONE

Avrebbero utilizzato la “Carta del docente” per acquistare apparecchi elettronici ed elettrodomestici non compatibili con le finalità del bonus. È quanto viene contestato dalla Guardia di Finanza di Lamezia Terme a 62 insegnanti nel quadro delle attività ispettive disposte dal Comando provinciale di Catanzaro mirate al contrasto delle indebite percezioni di erogazioni pubbliche.

“L’agevolazione in questione – spiega una nota – consente ai docenti di ogni ordine e grado, ai fini dell’aggiornamento professionale, di acquistare libri, testi, pubblicazioni, corsi di aggiornamento, biglietti per musei e rappresentazioni teatrali, nonché quei prodotti hardware e software, specificamente indicati dal legislatore, necessari per l’espletamento della propria attività di insegnamento. E invece l’ispezione svolta dalle Fiamme gialle di Lamezia Terme nei riguardi di un noto esercizio commerciale del comprensorio (selezionato sulla base di un’analisi di rischio svolta dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza) ha fatto emergere una situazione di diffusa irregolarità a carico di 62 insegnanti, che avrebbero speso il “bonus docente” per prodotti quali smart-tv, smartphone ed elettrodomestici di vario tipo, tutti non rientranti nelle categorie merceologiche consentite. Il meccanismo illecito, perpetrato con il necessario apporto del commerciante, si realizzava, in prima battuta, con l’emissione di uno scontrino per il bene ammesso dalla normativa (fase necessaria ai fini del rimborso) e, poi, con il reso dello stesso e la cessione del diverso, e più costoso, prodotto richiesto dal docente“.

Nei confronti degli insegnanti e dell’operatore commerciale sono state applicate sanzioni amministrative pari al triplo dell’importo indebitamente speso e incassato per un ammontare complessivo di circa 210 mila euro. Inoltre, è stato attivato il Ministero dell’Istruzione al fine di recuperare le somme indebitamente richieste a rimborso, ammontanti a circa 35 mila euro, da parte dell’esercente.

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