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Inter Nos, ulteriori sviluppi? Tra gli indagati a piede libero l’ex dg Rosanna Squillacioti e l’ex commissario Francesco Sarica

Dda e Procura ordinaria di Reggio Calabria hanno acceso i fari sull'Asp della Città dello Stretto: 17 le misure cautelari per vari gravi reati Scritto da: REDAZIONE

Sono da prevedere ulteriori sviluppi in relazione alla nuova importante inchiesta giudiziaria che si è abbattuta sulla sanità calabrese, il settore della vita pubblica regionale che assorbe la porzione più rilevante, ogni anno, delle risorse finanziarie pubbliche? Vedremo! L’operazione denominata “Inter Nos” ha costituito anche l’epilogo – così come spiegato dagli stessi inquirenti – di complesse indagini condotte per contrastare l’infiltrazione della ‘ndrangheta nella sanità pubblica e nell’economia legale. Sotto la lente della Dda e della Procura ordinaria di Reggio Calabria è finita l’Asp della Città dello Stretto. Tra gli indagati a piede libero anche l’ex direttore generale dell’Asp Grazia Rosa Anna Squillacioti (detta Rosanna, catanzarese), l’ex commissario Francesco Sarica (reggino) e la dirigente dell’ufficio Programmazione e Bilancio dell’Azienda sanitaria Angela Minniti. Ma rammentiamo i punti principali dell’inchiesta, rinviando poi agli articoli già pubblicati da TgCal24.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dello S.C.I.C.O., sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura ordinaria di Reggio Calabria, hanno dato corso – con il supporto operativo dei Reparti del Corpo dei Comandi Provinciali di Milano, Verona, Livorno e Roma – all’esecuzione di una ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di 17 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere – aggravata dall’agevolazione mafiosa – finalizzata alla turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione, frode nelle pubbliche forniture, estorsione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, così distinti: 9 in carcere, nei confronti di CHILA’ Domenico cl. ’63, CHILA’ Antonino cl. ’67, LAURO Giovanni cl. ’77, D’ANDREA Antonino cl. ’85, D’ANDREA Mario Carmelo cl.’55, MACHEDA Francesco cl. ’49, CALABRO’ Nicola cl. ’50, COSTARELLA Massimo cl. ’64 e COREA Giuseppe cl. ‘69; 7 agli arresti domiciliari, nei confronti di AMBROGIO Filomena cl. ’57, ZACCURI Angelo cl. ’56, DELFINO Lorenzo cl. ’67, PICCOLO Sergio cl. ’77, VALENTE Gianluca cl. ’75, IDA’ Salvatore cl. ’64 e PARIS Nicola cl. ’81; 1 sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nei confronti di GALLETTA Giuseppe Giovanni cl. ’58. Nel contempo, è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza – emesso dalla Procura Distrettuale – dell’intero patrimonio aziendale di n. 5 persone giuridiche, per un valore stimato di oltre 12 milioni di euro. Sette, inoltre, gli indagati a piede libero. Quindi gli indagati dalla Dda e dalla Procura di Reggio Calabria nell’ambito di questa nuova inchiesta sulla sanità calabrese sono in tutto 24. Non si escludono, considerata peraltro l’importanza dell’inchiesta in tutte le sue articolazioni, possibili ulteriori sviluppi in direzioni che ancora non è dato sapere.

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