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Intervista a Nicola Gratteri su Speciale TG1: ecco che cosa è stata e che cosa è oggi la ʹndrangheta

In occasione dell'Anniversario della strage di Capaci è andato in onda il documentario intitolato “Se dicessimo la verità” Scritto da: ANTONELLA IACOBINO

Nella Giornata Nazionale della Legalità, in occasione dell’Anniversario della strage di Capaci, domenica 23 maggio sera, a Speciale Tg1 e in collaborazione con Rai Cinema, è andato in onda il documentario intitolato “Se dicessimo la verità”. Un viaggio – si legge sul sito ufficiale Rai – tra chi ha il coraggio di denunciare la ‘Ndrangheta, a cura di Giulia Minoli ed Emanuela Giordano. Tra gli intervistati, Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica a Catanzaro e coordinatore della Dda del capoluogo calabrese. L’intervista è stata realizzata nel suggestivo borgo antico di Gerace, luogo di nascita del magistrato più famoso al mondo per la lotta alla ‘ndrangheta, alla massomafia, ai poteri deviati. La riflessione con Gratteri è stata utile sia per comprendere l’origine dei grandi capitali a disposizione della ‘ndrangheta, poi reinvestiti nel traffico mondiale di droga, sia per capire che cosa sia oggi la ‘ndrangheta, che ruolo abbia nell’economia e nella società.

«Il novanta percento dei sequestri di persona che sono avvenuti in Italia dal 1972-73 fino al 1988-89 – ha spiegato Gratteri – sono stati quasi tutti gestiti dalla ‘ndrangheta. Ognuno di questi sequestri ha fruttato grandi quantità di denaro che hanno consentito a ogni capo locale di comprare ruspe e camion e quindi di entrare nel mondo dell’edilizia pubblica e privata. Negli anni Settanta chi usava eroina era di sinistra e chi usava cocaina era di destra. Quando si è arrivati all’omologazione, con l’80 percento dei tossicodipendenti che usavano e usano cocaina, la ‘ndrangheta era pronta. Hanno incominciato a mandare in Sudamerica dei broker. Inoltre, all’inizio degli anni Novanta c’è la politica stragista di Cosa Nostra, impegnata esclusivamente in questa guerra contro lo Stato, mentre i mercati richiedevano cocaina. In questo modo la ‘ndrangheta è riuscita ad avere gioco facile. Stiamo parlando di ordinativi da 10.000 chili per volta. Loro ragionavano perfettamente come dei grossisti: “Io compro 10.000 chili di cocaina”. Questo non vuol dire che il mercato europeo in quel momento avesse bisogno di 10.000 chili di cocaina, ma se io saturo il mercato poi impongo il prezzo».

«All’interno delle famiglie di ‘ndrangheta – ha spiegato Gratteri agli intervistatori – noi troviamo sempre più incensurati e sempre più professionisti preposti a riciclare e organizzare business, a essere facilitatori di rapporti con chi ha il potere di decidere e con chi ha il potere di amministrare. Da un po’ di anni la ‘ndrangheta è in grado di avere suoi candidati nel sistema elettivo e rappresentativo. La ‘ndrangheta e le mafie in genere non sono fuori dalla società, ma sono qui tra di noi. Immaginiamo una ‘ndrangheta che ha stanze intere piene di euro, il loro obiettivo è quello di portarli alla luce del sole per poterli utilizzare. Nel momento in cui l’imprenditoria non può chiedere più i soldi alle banche interviene l’usuraio ‘ndranghetista il cui obiettivo non è quello di arricchirsi con l’usura, ma di rilevare attraverso un prestanome quel ristorante, quell’albergo. Il fine di quell’albergo o di quel ristorante non sarà quello di guadagnare poi in modo pulito, ma fare false fatturazioni, aumentare le vendite e il fatturato per poter giustificare i soldi che ci sono dentro la cassa». «La ‘ndrangheta – ha concluso il coordinatore della Dda di Catanzaro – controlla in alcune aree anche il respiro, è molto presente da Roma in su, è presente in tutti i Paesi d’Europa, in America del Sud, America Centrale, America del Nord. Ora incominciamo a vedere la ‘ndrangheta in Asia, dagli anni Sessanta è presente in Australia. Quindi ora si incomincia a narrare, vedo un interesse a studiarla, un interesse a capirla, a far comprendere alla gente dove vivono e cosa hanno attorno».

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