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Intervista con l’arcivescovo di Crotone Angelo Panzetta: “La ‘policrisi’ è l’occasione per progettare un nuovo futuro nel segno del Bene comune”

Il richiamo alla responsabilità comune: "C'è un'emergenza da gestire; ma quale momento è migliore di questo per progettare strade, ponti, ferrovie, ospedali, scuole?"

“Questo territorio non ha bisogno di elemosine, ma di infrastrutture, di una seria prevenzione del dissesto idrogeologico e del disagio lavorativo”. In una intervista esclusiva con Video Calabria l’arcivescovo di Crotone e Santa Severina, monsignor Angelo Raffaele Panzetta, parte dal messaggio che ha rivolto ai fedeli della sua Diocesi per ampliare il ragionamento sul complicato momento di “policrisi” che la sua terra sta affrontando. Un momento in cui c’è da gestire l’emergenza, è vero, ma nello stesso tempo c’è da programmare un futuro nuovo, che si discosti dalle decisioni e dagli atteggiamenti che hanno portato allo stato di cose attuale. Il vescovo parla di responsabilità condivise e sollecita ad un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. “È il momento di progettare il futuro, e di farlo nel segno del Bene comune – afferma – Questa terribile “policrisi” (sanitaria, economica, ecologica, politica, sociale, culturale, spirituale e identitaria) può dimostrarsi un’occasione straordinaria per un cambio di passo verso una cultura della responsabilità e dell’impegno in grado di innescare processi di rinnovamento e di sviluppo”. Ed è un discorso che riguarda tutti, sia pure a diversi livelli. “Perché lo stato di cose con cui ci confrontiamo oggi – aggiunge – ha le responsabilità ataviche di chi, per esempio, ha autorizzato la devastazione del territorio, le responsabilità più recenti di chi non interviene per metterlo in sicurezza, ma anche quelle di ciascuno di noi che non ci prendiamo cura del posto in cui viviamo”. E, dunque, ci sarà sicuramente da gestire l’emergenza; ma nello stesso tempo bisognerà cogliere l’occasione per progettare strade, ponti, ferrovie, ospedali, scuole.

All’indomani dell’alluvione Panzetta ha fatto un giro nelle zone più colpite, visitando le attività commerciali e le case devastate da acqua e fango. “La solidarietà è tanta – afferma – ma il numero di poveri, vecchi e nuovi, sta sfiorando l’allarme sociale“. Un’intervista in cui Panzetta non ha auto timore a parlare di Politica, intesa nel senso più alto del termine. Perché se è vero che la “cattiva politica” ha contribuito a creare la situazione complicatissima in cui si trova la Calabria, è altrettanto vero che la “buona politica”, quella sana, può essere determinante per uscirne.  Ma si tratta di un processo prima di tutto culturale, nel quale ciascuno di noi ha una parte importante.

Francesca Travierso

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