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Investirono un uomo ad Archi, ma era un boss di ‘ndrangheta: due arresti a Reggio

Scritto da: REDAZIONE

Alle prime ore di oggi, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria ha arrestato due persone, entrambe trentunenni, ritenuti entrambi responsabili di tentato omicidio, ricettazione e danneggiamento a mezzo incendio, tutti aggravati dalla circostanza dell’agevolazione mafiosa. Le indagini svolte dalla Polizia di Stato – sotto le direttive della D.D.A. di Reggio Calabria – hanno focalizzato quanto accaduto la mattina dello scorso 26 maggio, allorquando, nel quartiere Archi di Reggio Calabria, Giorgio Benestare (classe 1960), già condannato in passato per associazione a delinquere di stampo mafioso, è stato investito da una autovettura furgonata, mentre percorreva a piedi via Croce Cimitero, riportando gravissime lesioni. Quello che, in apparenza, sembrava un semplice incidente stradale, si è, invece, rivelato un tentato omicidio, programmato da tempo.

La ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori ha consentito, non solo di acclarare l’esatta dinamica, ma anche di individuare ed identificare gli autori materiali di quell’investimento doloso. E’ stato accertato che – riferisce la Questura – alle 11 circa di quella giornata, mentre Benestare camminava su via Croce Cimitero, è stato investito a forte velocità da un Fiat Doblò di colore bianco, che lo ha colpito in pieno. A bordo di quel mezzo vi erano le due persone arrestate, che, dopo aver avuto contezza della presenza dell’uomo che circolava a piedi nel quartiere Archi, hanno recuperato il mezzo – nascosto, in quanto rubato nei mesi passati – ed hanno atteso, in zona, il momento propizio per investirlo. Dopo aver fatto inversione di marcia, hanno percorso, questa volta in discesa, via Croce Cimitero cercando di colpirlo nuovamente, non riuscendovi solo perchè lo stesso, a seguito del primo impatto, era stato sbalzato all’interno di un piccolo ballatoio antistante un’abitazione.

Le indagini hanno consentito di accertare anche il percorso di fuga degli autori del tentato omicidio; gli stessi, infatti, sempre a bordo del Fiat Doblò si sono diretti da Archi verso Gallico ed hanno abbandonato l’automezzo in questione nel greto del torrente Scaccioti. E’ lì che il mezzo è stato ritrovato, incendiato, il giorno seguente dalla Polizia. Nelle immediate vicinanze sono state rinvenute le targhe (anteriore e posteriore) del Fiat Doblò che, sebbene annerite, erano comunque visibili. Non solo – continua la nota della Questura – è stato acclarato che, poco dopo che il Fiat Doblò era stato abbandonato, un soggetto, a bordo di un ciclomotore con targa coperta da un panno di colore giallo, si era recato sul posto, per darlo alle fiamme. La ricostruzione fatta dagli investigatori ha accertato che l’investimento doloso di Benestare è stato il risultato di un piano preordinato e programmato nel tempo, finalizzato ad attentare alla vita del 61enne.

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