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“Io scelgo Calabria”, il progetto che punta tutto sulla nostra regione

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Costruire un forte mercato interno per i prodotti calabresi ed un brand Calabria da utilizzare in Italia e nel mondo. Sono questi i due grandi obiettivi del progetto ‘Io scelgo Calabria’, emanazione diretta della trasmissione ideata e condotta da Massimo Tigani Sava, che dall’inizio di questo mese è partito con una poderosa campagna di comunicazione che coinvolge tutti i media, dalla tv al web, dalla cartellonistica stradale in luoghi strategici ai social, e tutt’e cinque le province della nostra regione. L’idea nasce dalla constatazione di una debolezza storica: secondo l’Istat, nel dato complessivo delle esportazioni del nostro paese, l’export calabrese fa costantemente la parte del vaso di coccio. Appena lo 0.1% delle merci e dei prodotti italiani che valicano i confini del Paese proviene da aziende calabresi, e questa percentuale, anzi, questo decimale, non varia, non aumenta, né diminuisce, non schioda, nemmeno in tempi di crisi.

Dunque, la visione di ‘Io scelgo Calabria’ è che occorra puntare sul mercato interno, incentivarlo e potenziarlo, sfruttarne le potenzialità come finora non si è fatto, se non per poco e con scarsa convinzione. Messo giù così potrebbe apparire un discorso autarchico, e dunque antistorico nel tempo dei mercati globali, ed illogico per una regione che economicamente occupa le retrovie d’Europa. Invece è tutt’altro che un ragionamento di chiusura: il mercato interno calabrese presenta diversi vantaggi, dal contenimento dei costi alla possibilità di dare risposte immediate, al fatto di essere alla portata di migliaia di aziende medio-piccole, che costituiscono la quasi totalità del tessuto imprenditoriale calabrese. E poi, puntando su se stessa la regione proporrebbe un nuovo archetipo, valorizzerebbe le proprie identità, le centinaia di produzioni locali di enorme valore qualitativo ma per lo più sconosciute a causa di una dimensione confinata nei limiti della conduzione familiare.

E poi, rafforzare il mercato interno e puntare sulle tantissime, a volte minuscole eccellenze dell’agroalimentare farebbe bene al turismo, che sempre di più chiede identità e tradizione, e concorrerebbe a rendere più forti anche le aziende più grandi e strutturate, ne aumenterebbe il fatturato e la capacità di offrire occupazione. In sostanza, un diverso approccio in grado d’innescare un immenso processo di sviluppo che fa leva anche su un altro aspetto: parallelamente alla campagna promozionale, è infatti partita una sinergia attiva tra le imprese agroalimentari e quelle del settore della ristorazione: le prime sono già state selezionate, e potranno giovarsi di questa vigorosa campagna mediatica. La Calabria, questa è la convinzione di ‘Io scelgo Calabria’, non può solo essere una colonia che importa passivamente produzioni, spesso anche di scarsa qualità, specie in alcuni settori in cui eccelle. Ma occorrono politiche adeguate di difesa, promozione e valorizzazione, senza le quali non c’è modo di proporre le proprie identità. Progetto, sfida, sogno, provocazione, utopia: ‘Io scelgo Calabria’ è un cantiere aperto, un treno appena partito. C’è posto per tutti.

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