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“Io scelgo Calabria” racconta Caccuri, crogiuolo di culture e piccola perla del Crotonese

“Io scelgo Calabria” racconta Caccuri, crogiuolo di culture e piccola perla del Crotonese. L’antichissimo borgo di Caccuri, in provincia di Crotone, è stato inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Un riconoscimento prestigioso per un comune che nei secoli è stato importante centro culturale, e non solo della regione; un comune che ha dato i natali ad illustri personaggi della storia politica ed ecclesiastica d’Italia; un comune che ha saputo preservare l’impianto originale del suo centro storico e che oggi lo sta valorizzando. Io scelgo Calabria” racconta Caccuri attraverso le parole di Giuseppe Marino, esperto di storia locale, appassionato studioso e scrittore.

“Inserita in un paesaggio straordinario anche dal punto di vista ambientale – spiega Marino –  Caccuri ha sempre ospitato gente che veniva da fuori, finendo per diventare luogo d’incontro e di confronto: questo confronto tra tante persone ha quindi prodotto un patrimonio culturale notevole, che ha portato alla formazione di grandi personaggi”. Tra loro, per esempio, Cicco Simonetta, uno degli uomini più influenti del XV secolo, praticamente il fondatore del Ducato di Milano. Francesco Sforza – che conquistò Milano – era un condottiero, un militare, ma non capiva nulla di cancelleria, di burocrazia, di diplomazia, tutte cose delle quali invece si interessò Cicco. E peraltro Cicco era un abile politico, che riusciva a tenere a bada i vari signori italiani, e così riuscì a mantenere la pace a lungo e a tenere gli stranieri lontani dall’Italia”.

Elemento caratteristico del centro storico è il “castello”, che “in realtà – spiega Marino – è il palazzo ducale dei Cavalcanti, costruito nei primi decenni del XVII secolo. Poi, verso la fine del 1800 il barone Barracco fece costruire il bastione merlato e la torre merlata che caratterizzano la costruzione, e che furono realizzati per nascondere un serbatoio d’acqua. Qui sono nati due arcivescovi: quello di Cosenza, Francesco Antonio Cavalcanti, e suo fratello Domenico Antonio, che fu arcivescovo di Trani e Barletta”

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