domenica, 14 luglio 2024

Irto ribadisce il netto apprezzamento del Pd Calabria per l’azione antindrangheta di Gratteri. Che cosa è accaduto a Cosenza?

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Non sarà stato facile per Nicola Irto, segretario regionale del Pd e capolista al Senato nel collegio plurinominale, sedere nella stessa sala con altri esponenti del Partito Democratico di Cosenza che, secondo quanto riferisce un articolo del “Quotidiano del Sud” di oggi, edizione online, avrebbero mosso forti critiche a Nicola Gratteri. Il titolo del giornale cosentino, che introduce un articolo a firma di Enrica Riera, non lascia adito a dubbi: «Blitz di Cosenza, parte del Pd attacca Gratteri: “Vuole seguire la legge o essere la legge”». Non sarà stato per nulla facile perché l’1 settembre il Pd Calabria, attraverso il proprio ufficio stampa, aveva espresso in maniera inequivocabile e decisa «massimo apprezzamento» per il Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Riportiamola integralmente la nota del Pd calabrese che, secondo le regole generali della politica, avrebbe dovuto tracciare la linea: «Le indagini che hanno portato al maxi blitz di stamane – 1 settembre, ndr – tracciano l’ipotesi di un quadro desolante per i calabresi, ma ci consentono anche di apprezzare il quotidiano lavoro che le forze dell’ordine e la magistratura svolgono in maniera sinergica e congiunta. La Calabria ha bisogno che le forze sane e leali alla Costituzione condividano la loro azione di netto contrasto alla ndrangheta e alle storture da essa derivanti, in ogni campo. Il Partito Democratico, pur certo che saranno le sedi opportune a poter esprimere una qualsiasi sentenza e rispettando la presunzione di non colpevolezza, esprime massimo apprezzamento per l’immane lavoro messo in campo dal procuratore Nicola Gratteri e dai tanti uomini dello Stato, segno che l’attenzione sulla legalità e la giustizia è sempre viva, a tutela dei calabresi onesti». Parole eloquenti che non richiedono complesse chiavi di lettura. Certo il Pd non è più il Pci del centralismo democratico: si dibatteva, si discuteva, ma poi stabilita la linea della maggioranza ognuno era chiamato a rispettare e sostenere il percorso tracciato. A Cosenza, infatti, sarebbe accaduto qualcosa di diverso e, secondo l’ampia sintesi del “Quotidiano del Sud”, ben due candidate alle politiche dello stesso partito avrebbero criticato proprio il Procuratore Gratteri. Eppure ci sarebbe stato tanto di positivo e di importante da dire rispetto alla più importante e storica operazione antindrangheta della storia di Cosenza.
Ma al di là del metodo politico, entriamo un po’ di più nel merito. Un Gip, appunto un giudice terzo, e non la stessa Dda che ha solo richiesto i provvedimenti, ha ordinato l’applicazione di ben 202 misure cautelari: 139 custodie in carcere, 51 arresti domiciliari, 12 obblighi di dimora nel comune di residenza, 1 divieto di esercitare la professione di avvocato per la durata di un anno. Mesi di attento studio su migliaia di atti e documenti, frutto del lavoro prezioso, coraggioso, incessante di investigatori di primo livello, coordinati dal più noto e apprezzato magistrato al mondo per la lotta legale alla ‘ndrangheta: appunto Nicola Gratteri. Nessuno potrà impedire, perché la Costituzione Repubblicana e i Codici sono molto garantisti, che ogni indagato e presunto innocente possa disporre di tutti gli strumenti previsti dalla legge, a partire dagli interrogatori di garanzia e dalle eventuali decisioni del Tribunale della Libertà, con ulteriore vaglio di altri livelli giurisdizionali fino alla Cassazione. Tanti magistrati, altrettanto competenti, e nella loro più ferma indipendenza, saranno chiamati a pronunciarsi sulle presunte responsabilità di ognuno degli indagati.
Inoltre, molta scrupolosa attenzione occorre porre nei confronti dei contenuti della conferenza stampa tenuta a Catanzaro, nella nuova sede della Procura. Partiamo dai presenti, giunti per testimoniare la forza dello Stato Italiano contro la criminalità organizzata che, così come attestano inchieste e processi in tutta la Penisola, continua a essere il pericolo numero uno per la tenuta democratica. Una criminalità organizzata, con in testa la ‘ndrangheta, che ha inquinato pezzi importanti di società e di economia, approfittando di amministratori e burocrati infedeli, di imprenditori disonesti e collusi, di politici che hanno accettato voti non puliti, di quel groviglio di interessi sporchi e deviati che per semplificare definiamo “massomafia”. A Catanzaro l’1 settembre, ricordiamolo ancora, c’era lo Stato, quello che ci protegge, ci dà fiducia, ci difende dai criminali. Elenchiamo i presenti all’incontro con i giornalisti: il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri; il procuratore della Repubblica aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Capomolla; il direttore centrale anticrimine della Polizia di Stato, prefetto Francesco Messina; il comandante dello Scico della Guardia di Finanza, generale di brigata Antonio N. Quintavalle Cecere; il comandante regionale Calabria della Guardia di Finanza, generale di divisione Guido Mario Geremia; il comandante della Legione Calabria dei Carabinieri generale di brigata Pietro Francesco Salsano; il comandante provinciale di Cosenza dei Carabinieri, colonnello Saverio Spoto; il capo della Squadra Mobile di Cosenza, Angelo Paduano. Erano tutti lì, davanti alle telecamere, per testimoniare che lo Stato è solido, è più forte, è presente, non arretra. Né sarà sfuggito, a tutti i partecipanti, il continuo, e talora anche inevitabilmente ripetitivo, richiamo alla presunzione di innocenza, alle garanzie stabilite dalle norme, ai princìpi di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, ai diritti inviolabili di tutti gli indagati. Se c’è qualcuno che, magari anche strumentalmente, preferisce immaginare inesistenti scenari giustizialisti siamo di fronte solo a grossolane forzature!
Il sostegno pieno all’azione della Dda di Catanzaro e alle forze dell’ordine impegnate nelle indagini coordinate dal Procuratore Gratteri era giunto anche da Amalia Bruni, recente candidata alla presidenza della Regione per il centrosinistra, con una nota stampa diffusa lo stesso 1 settembre. Riportiamo integralmente anche il commento di Amalia Bruni, che ha firmato nel ruolo di vicepresidente della Commissione Antindrangheta del Consiglio regionale della Calabria: «Un colpo durissimo è stato inferto questa mattina all’alba da un’operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Nicola Gratteri che ha visto 201 provvedimenti cautelari contro persone sul cui capo pesano ipotesi di reati molto gravi. Il blitz ha coinvolto anche persone raggiunte a Milano, Agrigento, Napoli, Novara, Parma, Torino e in tutto sono indagate oltre 250 persone. Fra di loro ci sono politici locali, professionisti, imprenditori e esponenti delle ‘ndrine. Il periodo preso in considerazione va dal 2017 alla fine del 2021 e sono state portate avanti con intercettazioni ambientali e telefoniche oltre a una serie di dichiarazioni di collaboratori di giustizia. I reati di cui dovranno rispondere vanno dall’associazione per delinquere di stampo mafioso a quella per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti fino all’organizzazione illecita di giochi d’azzardo e di scommesse, il riciclaggio, il trasferimento fraudolento di beni e valori, estorsioni, usura, esercizio abusivo del credito, danneggiamenti, reati in materia di armi, delitti contro la persona, contro il patrimonio, contro la pubblica amministrazione, traffico di stupefacenti, reimpiego di denaro in attività economiche, intestazione fittizia di beni, scambio elettorale politico-mafioso. Una serie di reati da far accapponare la pelle, siamo grati al Procuratore Nicola Gratteri e a tutti i suoi uomini e donne per questo suo impegno incessante per tutelare la legalità in Calabria, le Istituzioni e i cittadini onesti saranno sempre al suo fianco per sostenerlo in ogni modo. Nessuno che vive al di fuori delle regole democratiche e della legalità deve sentirsi al sicuro e l’opera di repressione di magistratura e Forze dell’Ordine devono avere la vicinanza di tutta la comunità calabrese. Naturalmente in un Paese democratico come l’Italia prima di dare un giudizio definitivo si aspetta la lettura della sentenza per ogni singolo imputato, quindi seguiremo con attenzione l’evoluzione dell’inchiesta».
Nel frattempo il quadro delle dichiarazioni provenienti dal Pd calabrese si è arricchito ed evoluto. Lo stesso “Quotidiano del Sud” riferisce di una immediata presa di posizione di Nicola Irto e di Nico Stumpo, candidati capolista al Senato e alla Camera per il Pd. Parole nitide e nette, peraltro giunte in forma scritta alla testata giornalistica cosentina, con le quali si «smentisce categoricamente qualsiasi attacco al procuratore Nicola Gratteri e agli uomini di Stato che in questa operazione sono stati impegnati a tutela della legge», e si aggiunge: «L’interpretazione riportata dal Quotidiano del Sud è assolutamente distante da quella che è la posizione del Partito Democratico, unica forza politica ad aver espresso apprezzamento proprio per l’operato del procuratore Gratteri». A seguire un intervento altrettanto chiaro del segretario provinciale cosentino del Pd, Vittorio Pecoraro, che “Il Quotidiano del Sud” riporta correttamente in calce al servizio citato: «La discussione di oggi non ha mai inteso essere un attacco ai magistrati inquirenti. Uno dei miei primi atti da Segretario provinciale è stato mandare una lettera alla Procura di Cosenza per esprimere apprezzamento nella comune battaglia per la legalità. Il Partito democratico nella provincia di Cosenza è presidio di rispetto della legge e svolge costantemente sul territorio un’attività di contrasto alla criminalità organizzata. Noi siamo nettamente contro tutte le mafie per vocazione e missione. Nella lunga articolata e dettagliata discussione di oggi, si sono rinnovati gli auspici di questa lotta alla criminalità organizzata senza quartiere, sempre all’insegna dei mezzi della Costituzione e del giusto processo. In relazione ai fatti di Rende, non è mia prassi commentare attività di indagine e ordinanze su misure cautelari, ma rinnovo sentimenti di forte fiducia nella giustizia anche all’insegna della rapidità del giudizio».
In ogni caso “Il Quotidiano del Sud” ha confermato, in chiusura dell’articolo, il contenuto delle «dichiarazioni espresse pubblicamente dalle candidate democrat, nonché tutte le altre riportate».
Nelle precisazioni di Nicola Irto, che comunque ha avuto l’opportunità di ribadire il pieno sostegno del Pd calabrese all’azione antindrangheta del Procuratore Nicola Gratteri, anche una sorta di sfida politica agli altri partiti che ancora non si sono pronunciati.

Fotografia pubblicata: un momento della conferenza stampa tenuta a Catanzaro l’1 settembre 2022