lunedì, 04 marzo 2024

Istituto S. Anna, brillanti i risultati della ricerca su Aramis

“Effetti della riabilitazione bilaterale per l’arto superiore, in pazienti post stroke, con l’utilizzo di tecnologia robotica esoscheletrica”. E’ una delle tre ricerche condotte dall’Istituto S. Anna di Crotone i cui risultati sono stati illustrati all’ultimo Congresso nazionale Sirn (Società italiana di riabilitazione neurologica). A presentarli è stato l’ingegner Loris Pignolo (referente Area ricerca robotica), che ha evidenziato come gli studi confermino “un miglioramento statisticamente significativo in tutte le scale di valutazione per i tre gruppi di pazienti trattati. In particolare l’aspetto interessante riguarda la regressione definitiva della sindrome dolorosa e il pieno recupero delle sensibilità”.

Nell’introduzione Pignolo ha sottolineato l’innovatività del metodo ideato e sperimentato presso l’Istituto S. Anna attraverso il robot Aramis: “Grazie all’utilizzo di un sistema a doppio esoscheletro, si è voluta verificare l’efficacia della riabilitazione bilaterale, in cui il paziente con il proprio arto sano guida l’arto plegico, realizzando sedute di “autoriabilitazione” in cui è il paziente stesso, sotto la guida del terapista, l’attuatore principale della propria riabilitazione”. Per lo studio sono stati confrontati 3 gruppi di pazienti, in diverse fasi dell’iter riabilitativo, per valutare l’efficacia del trattamento per diverse tipologie di pazienti.

Per lo studio “è stato utilizzato il sistema Aramis – ha spiegato Pignolo – dispositivo meccatronico originale e completamente innovativo che consiste in due esoscheletri, con 5 gradi di libertà attivi, per la riabilitazione dell’arto superiore; ogni esoscheletro comanda e serve l’altro, pensato per lo studio e la riabilitazione motoria dei pazienti emiplegici”. Nello studio sono stati inclusi 33 pazienti. Per tutti i tre gruppi “si ottiene un miglioramento statisticamente significativo – ha concluso Pignolo – In particolare l’aspetto interessante riguarda la regressione definitiva della sindrome dolorosa e il pieno recupero delle sensibilità”.