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Italo Reale (Pd): “E’ il partito che non c’è”

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“La decisione di Arturo Bova rispecchia la situazione di massima insoddisfazione in cui vivono molti di noi all’interno del Pd”. E’ quanto afferma, in una dichiarazione, Italo Reale, del Pd. “Richiamando il luogo immaginario di Peter Pan, il Pd può definirsi ‘il Partito che non c’è’ – prosegue Reale – intendendo che non è il luogo di discussione di crescita e di decisione che dovrebbe dare nutrimento ed idee alla nostra democrazia. E’ diventato invece il votatoio in cui tessere, a cui non corrisponde nessun impegno concreto, e forse neanche voti, eleggono organismi e candidati ed in cui non si riesce a dare continuità né a progetti né a prospettive. Con Arturo ci eravamo messi a disposizione perché il congresso provinciale fosse una chiamata alla responsabilità per tutti coloro i quali potevano ancora avere la voglia di costruire il Pd e la risposta è stata una serie di colloqui tra i maggiorenti che ha creato l’unità – si, ma del niente”. “Per questo – sostiene ancora Reale – non ho votato al Congresso di Lamezia e dubito di un mio impegno organico al partito locale nei prossimi mesi in cui comunque vada la pratica sullo scioglimento del Consiglio Comunale servirebbe impegno, responsabilità ed intelligenza di quei molti che avevano sperato nel progetto Pd. Attenderò quindi la Conferenza di organizzazione regionale, l’evoluzione di un partito nazionale il cui segretario chiede di non rinnovare il responsabile della Banca d’Italia senza concordarla con il Presidente del Consiglio ed imposta una legge maggioritaria sui collegi rompendo le necessarie alleanza per vincere, che non è più ambientalista e difende poco il lavoratori ed il mondo della scuola, per capire se Arturo Bova non abbia scelto l’unica strada possibile”.

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