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La buona sanità in Calabria esiste: la storia ed i ringraziamenti di una paziente ai medici dell’ospedale di Soverato

Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

La buona sanità in Calabria esiste, nonostante i problemi quotidiani che si trascinano da anni, figli di una mala gestione del comparto. L’assistenza sanitaria non è solo la mera cura medica che il paziente riceve, o le tecnologie all’avanguardia, ma anche e soprattutto l’umanità e la vicinanza che tutti gli operatori sanitari donano alle persone. E’ quanto emerge da una lettera scritta da una paziente di Soverato ed indirizzata alla Direzione Sanitaria, ai reparti di Medicina Interna e di Nefrologia dell’ospedale di Soverato, che ha raccontato la sua storia. La signora Anna ha sofferto di disfunzione renale e problemi legati alla pressione, e lo scorso 22 febbraio – su consiglio delle figlie – è stata ricoverata nel nosocomio soveratese per l’aggravarsi delle condizioni. Dopo aver fatto gli accertamenti del caso, si è reso necessario fare la dialisi: da qui è iniziato un periodo molto delicato, fatto di alti e bassi, nei quali la signora Anna è arrivata in fin di vita, ma grazie alle cure, alla dedizione – non solo delle sue figlie che notte e giorno l’hanno accudita, ma soprattutto dello staff dell’ospedale di Soverato che l’ha curata, ed intimato coraggio ai famigliari, soprattutto nei momenti più bui. E, purtroppo, non sono stati pochi: momenti in cui non voleva nutrirsi, riposare, aveva allucinazioni, farla finita; in uno di questi momenti particolari di non lucidità, i medici le sono stati accanto nel vero senso della parola, al fianco della poltrona in attesa di concludere la seduta di dialisi. Ma la situazione, fortunatamente, sta volgendo verso il meglio: la signora Anna, 84 anni da compiere a fine maggio, quest’oggi effettuerà l’ultima seduta di dialisi, potrà essere dimessa dal nosocomio e tornare dai propri cari. Di seguito pubblichiamo per intero la lettera.

«Scrivo queste poche righe perchè trovo giusto che le buone notizie devono avere “diritto di cronaca”, soprattutto nella triste realtà della sanità calabrese, e in questo particolare periodo storico in cui a causa del Covid-19, il lavoro di tutto il personale ospedaliero va oltre la normale assistenza. Mi preme portare a conoscenza che, nonostante i numerosi disagi della sanità calabrese, emerge una sanità pubblica di grande umanità e di eccellente professionalità.

A seguito del mio ricovero nel reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Soverato, dove sono giunta con un quadro clinico molto compromesso, ho avuto modo di apprezzare la professionalità di tutto lo staff, medici, infermieri, oss, e in particolare la loro umanità e gentilezza. Sono stati giorni duri, lunghi e pieni di sofferenza, ma i medici non si sono risparmiati ad approfondire con ogni tipo di accertamento per loro possibile e che gli consentisse di indagare per capire e porre rimedio alle difficoltà che continuavano a venire fuori. Ho sempre presente la particolare attenzione e dedizione del dottore Francesco Marra, volto ad approfondire, oltre che la dolcezza e l’attenzione della dottoressa Elisabetta Pedace e della dottoressa Marilena Mitra nel cercare di lenire le mie sofferenze nei momenti più acuti.

Uno speciale ringraziamento va in particolare al primario del reparto di Medicina Interna, il dottore Nicola Salatino, che oltre ad aver dimostrato alta professionalità, smisurata umanità e grande disponibilità mi è stato accanto sostenendomi psicologicamente con la sua presenza quando si è reso conto della mia paura durante un ciclo di dialisi. Tutte queste cose fanno di lui un primario fuori dal comune. Il dottore Nicola Salatino è stato un medico onnipresente che non ha trascurato nessun ammalato, un primario dotato di grande umiltà, che ha sempre considerato il malato oltre che la sua malattia. Il dottore Nicola Salatino mi ha riportato alla vita e non ha mai perso le speranze quando ormai tutti pensavano che non ci fosse più nulla da fare. Ho avuto tre brutte ricadute e in quei momenti il primario ha sempre mantenuto la calma e trovato la giusta soluzione.

Questa è la dimostrazione che la “buona sanità” non è legata solo alle attrezzature all’avanguardia, ma anche alle capacità professionali e all’umanità del personale. Un sentito ringraziamento al dottore Nicola Salatino e a tutto il personale medico e paramedico del reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Soverato».

Anna Vatalaro

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