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“La Calabria che suona”: da De Andrè a Pino Daniele, fino a Modugno. La musica dei Cumededè

Puntata in onda questa sera alle 21:10 sul canale 13 di Video Calabria, ed in streaming su TgCal24.it Scritto da: REDAZIONE

Una puntata speciale del format “La Calabria che suona” che vedrà il maestro Checco Pallone svestire i panni di “padrone di casa”, conduttore e musicista, tornando nel ruolo più abituale di virtuoso direttore musicale del progetto “Cumededè”. La puntata in onda questa sera alle 21:10 su Video Calabria proporrà un’incursione nel progetto nato in seno al corso di tamburi a cornice, tenuto da Pallone presso il Teatro dell’Acquario di Cosenza e organizzato dalla Cooperativa Centro R.A.T. Progetto da cui è poi scaturito uno straordinario evento live con ospiti speciali del calibro di Ciccio Nucera, Tony Esposito e Antonio Nicola Bruno.

Allievi con diverse esperienze musicali, tenuti insieme dalla passione per le percussioni, hanno dato vita ad un ensemble dal repertorio variegato che spazia dal repertorio popolare ai cantautori italiani, con arrangiamenti e rivisitazioni originali impreziosite dalla presenza del maestro Piero Gallina (violino e lira calabrese). Da De Andrè a Carlos Puebla, miscelando Pino Daniele e Domenico Modugno, la musica dei Cumededè affascina, diverte, coinvolge un pubblico variegato per fascia d’età e interessi musicali. La formazione restituisce al tamburo a cornice una nuova veste, non più confinata nelle sue radici popolari, ma in grado di toccare luoghi intimi, profondi e antropologicamente significativi.

Nel settembre dello scorso anno, in occasione dell’edizione 2020 del Premio letterario Caccuri, i Cumededè hanno presentato il loro secondo album, prodotto da Calabria Sona e Italy Sona, dal titolo “Ohi Bonsignure!” in cui emergono la necessità di dare voce agli “‘ncamati” (affamati), il desiderio di una realtà senza “jestima”, la voglia di ascoltare e il bisogno di essere ascoltati. “La musica è la strada su cui veicolare preghiere – raccontano – e grida di aiuto con cui unire i mondi. Dobbiamo, insieme, tracciare strade verso l’altro. La musica ci insegna che non ci sono confini, che con lingue diverse si dicono le stesse cose, che i ritmi lontani s’incontrano sempre, che i cuori degli uomini comunque battono all’unisono”.

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