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La Calabria ha bisogno di un modello di sviluppo credibile o morirà!

La Calabria ha bisogno urgente di individuare un modello di sviluppo credibile e sostenibile. L’emergenza Coronavirus ha messo ancora di più in luce tutte quelle che sono le piaghe purulente e i drammi irrisolti di una terra da sempre malgovernata. Si pensi solo al fiume di denaro e di finanziamenti resi disponibili dai fondi comunitari negli ultimi decenni: che cosa hanno generato di risolutivo? Quanto posti di lavoro produttivi hanno creato? Quali settori della vita civile, economica e sociale sono stati costruiti in maniera solida e duratura, garantendo servizi di livello e standard europeo? Poco, molto poco rispetto alle aspettative che tutti avevamo e avremmo. La politica e la burocrazia in Calabria hanno commesso errori devastanti, talora per incapacità palese, talora per mancanza di visione e di progettualità, talora anche per casi di corruzione così come tante inchieste della magistratura hanno messo in evidenza. Troppo spesso è stata privilegiata la strada delle clientele, dello scambio di voto, della corruzione e delle mazzette.

Non si può più continuare così. Il grido d’allarme deve partire forte. Si devono alzare tutte le voci migliori di una terra che questa volta, come già accaduto ripetutamente nel corso della storia, rischia di rimanere ripiegata su se stessa chissà per quanto tempo.

Vogliamo puntare sul turismo? Lo si faccia partendo da un ciclo dei rifiuti perfetto e da un sistema di depurazione ultra efficiente. Non si può fare turismo con la spazzatura in mezzo alle strade o con una miriade di piccole discariche disseminate ovunque. Vogliamo puntare sull’agroalimentare di qualità? Bene, aiutiamo i piccoli imprenditori che producono eccellenze di filiera corta, dando peraltro un calcio a tanta burocrazia che non serve e complica la vita a quanti hanno voglia di lavorare. Vogliamo puntare sui beni culturali, storici e archeologici? Investiamo su questi temi e mettiamo su un sistema integrato, funzionante e attrattivo. Insomma: immaginiamo quale Calabria vogliamo avere fra 10 e 20 anni e lavoriamoci su come se fosse un’impresa modello.

Questa volta, si sappia e non si accampino più scuse, il rischio che la Calabria muoia è davvero dietro l’angolo!

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