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La Calabria non ha bisogno del corto di Muccino, ma solo di buongoverno!

(da sx: Gabriele Muccino, Jole Santelli, Raoul Bova)

La Calabria non ha bisogno di spot milionari, ma solo di buongoverno. Ritorneremo ancora sul caso “Muccino” che ha già scatenato tante critiche e polemiche, senza che, peraltro, da parte della Giunta regionale ci sia stato un chiarimento adeguato. Da troppi anni, con un’alternanza di governi di centrosinistra e di centrodestra (Chiaravalloti – Loiero – Scopelliti – Oliverio – Santelli), che mai sono stati confermati dall’elettorato, i calabresi attendono una svolta che stenta ad arrivare. L’unico cambiamento radicale sarebbe quello di sanare piaghe purulente, a partire dall’emergenza rifiuti che rappresenta un ostacolo incredibilmente dannoso per l’immagine di una terra che dovrebbe parlare il linguaggio del turismo sostenibile, dell’agroalimentare e dell’enogastronomia d’eccellenza legati strettamente con il paesaggio, degli stili di vita armoniosi e a misura d’uomo. Non è così, non è mai stato così.

Il caso “Muccino” per certi versi riesce addirittura a superare, in negativo, il “Rosso Calabria” di Mario Oliverio, sul quale ancora si attende che sia fatta piena chiarezza. Per il cortometraggio di “Muccino”, ed esprimiamo questi giudizi anche al di là delle riserve tecniche e burocratiche sollevate ad esempio dal Pd e da alcuni suoi esponenti, e che in quanto tali potrebbero anche incontrare l’interesse di organismi predisposti ai controlli, è stata stanziata una cifra enorme. E lo si è fatto in un periodo economico-sociale drammatico in cui il primo problema è quello della tenuta del tessuto produttivo e dei posti di lavoro. Compensi elevatissimi che stridono rispetto ai tanti drammi esistenti. Preoccupa, in tale contesto, anche il silenzio dei partiti di centrodestra che in campagna elettorale avevano parlato in lungo e in largo di cambiamenti reali, promettendo inversioni di marcia, sottoscrivendo patti con gli elettori stanchi di sommare delusione a delusione.

L’immagine di quest’anno della Calabria a eminente vocazione turistica sono le cataste di spazzatura non raccolta, le micro discariche disseminate ovunque, i rifiuti nauseabondi abbandonati lungo le strade e le vie, nei boschi, tra torrenti e colline. Uno scempio assurdo. Una ferita alle bellezze naturali di una regione stupenda. Ecco quindi che il migliore spot sarebbe stato quello di dire: abbiamo affrontato e risolto la questione rifiuti, venite in Calabria, la troverete più pulita, più sana, più profumata. Alla Calabria occorre un buon padre di famiglia che la ami davvero e la guidi verso il risanamento, verso modelli di amministrazione coerenti e lungimiranti, tarati sulle più profonde esigenze dei diversi territori e della popolazione. Cos’hanno da dire a proposito i consiglieri regionali eletti nel centrodestra? Sono contenti di come vanno le cose? Dopo le tante critiche ascoltate sul caso “Muccino”, cos’hanno detto alla presidente Santelli e agli assessori che hanno votato la delibera principale d’approvazione?

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