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La Lega di Salvini in Calabria e il ruolo fondamentale di Cristian Invernizzi

La discesa della Lega in Calabria rappresenta un passaggio storico, prima che politico, molto rilevante. Alla Calabria si prospetta un nuovo modo di fare politica, lontano dagli usurati schemi di potere che hanno consumato e troppo spesso devastato le potenzialità  di una regione ricchissima. L’artefice di una penetrazione sana, intelligente e razionale della Lega in Calabria, è stato Cristian Invernizzi, deputato quarantenne, presidente dell’importante Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. Bergamasco, e quindi proveniente da una terra in cui la militanza generosa e autentica nella Lega è diventata mito, Cristian Invernizzi è il plenipotenziario del Carroccio in Calabria, inviato da Matteo Salvini a costruire un progetto politico vero, duraturo, esente dalle contaminazioni di un certo marciume calabro che è sempre pronto a parassitare le novità. Il primo insegnamento dato da Cristian Invernizzi ai militanti calabresi che lo seguono con attenzione è quello relativo alla rigida catena di comando di un partito che sente forte l’orgoglio di riconoscersi in un grande leader, Matteo Salvini. L’Italia e l’Europa stanno riconoscendo ogni giorno di più a Salvini una statura politica e un’energia che hanno pochi termini di confronto, a meno che non si ritorni indietro di qualche decennio per misurarsi con personalità che hanno lasciato il segno.  Cristian Invernizzi è un personaggio schivo e distaccato, fine osservatore, che non si abbandona a facili entusiasmi. Ha la forza di un leghista tanto convinto quanto tenace, forte di una militanza lunga e appassionata. Predica un modello politico che al Nord significa efficienza, qualità dell’agire politico-amministrativo, meritocrazia, lealtà. Alcuni suoi fedelissimi, reclutati in Calabria dopo lunga osservazione, lo aiutano a predicare questo verbo, rassicurando in lungo e in largo i militanti e i curiosi circa la vera natura della Lega, quale forza di autentico rinnovamento, di reale rottura con un passato che ha significato in gran parte malgoverno, distorsioni, sprechi. La Calabria era abituata alle auto blu e alle sirene, simbolo del potere che incute rispetto. Cristian Invernizzi dimostra con la sua azione quotidiana un modello di austerità, rigore morale e dignità che ricorda i grandi politici dell’immediato Dopoguerra, i padri fondatori del Pci, della Dc e del Psi, o dello stesso Msi. E sempre con Salvini e il Partito nel cuore! In Calabria la Lega, nonostante le naturali scosse di assestamento di un terremoto politico imprevisto, a partire dal 23% e oltre di consensi conquistati alle ultime elezioni europee, sta costruendo una classe dirigente sempre più forte. Qualcuno, giungendo da un vecchio sistema di potere in fortissima crisi e talora devastato dalle inchieste della magistratura, sta forse immaginando di compiere scalate che però, com’è facile osservare, poggiano su basi di terracotta, se non talora di fango. Nani politici in cerca di ciambelle di salvataggio potrebbero pensare di approcciarsi alla Lega con uno spirito che rappresenta l’esatto opposto rispetto agli insegnamenti di Matteo Salvini e di Cristian Invernizzi. Gli sgherri dei nani, in tutt’altre faccende affaccendati, e che talora hanno anche qualcosina di molto delicato da spiegare nelle sedi opportune, potrebbero essere erroneamente indotti a predicare un modo errato o deviato di avvicinarsi alla Lega. La Lega di Matteo Salvini, dice chi sa come stanno le cose, è scesa al Sud e in Calabria per costruire un nuovo modello dell’agire politico-amministrativo. Cristian Invernizzi lo sta spiegando a tutti. Sarebbe meglio ascoltarlo! Intanto grandi magistrati quali il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, rivoltano la Calabria come un calzino. Pare di capire che ne vedremo ancora delle belle!

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